Prevenire i reati d’impresa,
accordo tra Unicam e società di consulenza
CAMERINO - L'ateneo, la scuola di Giurisprudenza e tre aziende hanno siglato l'accordo per attivare procedure che permettano di evitare violazioni in materia di inquinamento ambientale, corruzione, contro la pubblica amministrazione e per il mancato rispetto della sicurezza sul lavoro
Firmata la convenzione tra l’università di Camerino, la scuola di giurisprudenza-osservatorio sulla legalità d’impresa e tre società di consulenza (studio Botta ed Associati, Mm, Soluzioni). L’obiettivo è quello di favorire un nuovo assetto organizzativo delle imprese, per attivare procedure che permettano di evitare preventivamente reati come l’inquinamento ambientale, la corruzione e quelli contro la pubblica amministrazione e gli inconvenienti relativi al mancato rispetto delle normative sulla sicurezza del lavoro. Nella convenzione è previsto lo sviluppo di rapporti di collaborazione per attività di formazione e ricerca, sviluppo tecnologico ed innovazione nel settore della procedura penale d’impresa. Sarà gestito in modo congiunto anche il sito, che servirà per comunicare verso le imprese ed il mercato le varie iniziative uture sulla cultura della gestione del rischio, previste collaborazioni didattiche e scientifiche su temi comuni, l’organizzazione di convegni e seminari. «Mi ha colpito che questo accordo il processo di formalizzazione delle procedure in modo preventivo, per evitare che l’impresa commetta reati, attuiamo una collaborazione tra università ed impresa a beneficio di chi fa formazione» dice il rettore di Unicam, Flavio Corradini. «Con questo protocollo si facilita la predisposizione di modelli organizzativi efficaci, per prevenire una serie di reati, ai sensi del decreto 231 del 2001» aggiunge la docente Maria Lucia Di Bitonto. Alla conferenza stampa in cui è stato presentato il progetto sono intervenuti anche il direttore della scuola di Giurisprudenza Antonio Flamini, Sergio Botta per l’omonimo studio, Francesco Bassi per lo studio Soluzioni. Entrambi hanno evidenziato la difficoltà per le imprese di applicare, senza il supporto di personale esterno competente, quanto previsto dal decreto 231. E’ stata attivata anche una borsa di dottorato, grazie al progetto Eureka della Regione, portata avanti da un giovane dottorando di Camerino, Giacomo Maria Evaristi.
