Ex fiera, appello di Medori per l’arco:
“Va salvato, ha valore architettonico”

CIVITANOVA - L'ingegnere scrive al sindaco per scongiurare l'abbattimento dei quattro scivoli in cemento armato progettati da Giorgio Peruzzi, esempio della scuola Nervi
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L'arco dell'ex spazio espositivo

L’arco dell’ex spazio espositivo

ex ente fiera - civitanova

 

di Laura Boccanera

«Salvate l’arco in cemento dell’ex fiera». A chiederlo è l’ingegnere Giorgio Medori che in una lettera indirizzata al sindaco Tommaso Corvatta e agli assessori ai Lavori pubblici e Urbanistica auspica la salvaguardia della struttura a Civitanova, scongiurando le ipotesi di abbattimento. «Sarebbe un grave scempio alla nostra città dove i pochissimi edifici storici meritano rispetto – dice Medori – bisogna assolutamente salvaguardare l’opera dei quattro archi strutturali in conglomerato cementizio armato la cui perdita segnalerebbe un profondo scempio alla cultura urbanistico-architettonica della nostra città». La tutela secondo il tecnico sarebbe da vincolare alla sola parte cementizia, mentre irrilevante dal punto di vista architettonico è la struttura dell’ex fiera. L’opera in cemento armato, degli anni 50, è stata progettata dall’ingegnere di origine maceratese Giorgio Perucci di Milano, mentre il progetto generale e la direzione dei lavori sono stati eseguiti da Marone Marcelletti e Gaetano Caradonna (che dà il nome anche al largo prospiciente l’edificio) e dall’ingegnere Gustavo Stainer. «Principalmente è da evidenziare il valore strutturale dell’arco ribassato a spinta eliminata – continua Medori – realizzato con 65 metri lineari di luce progettuale. La struttura con la sua snellezza ed imponenza è entrata nello skyline del comune di Civitanova. Il nostro Comune annovera pochi edifici storici dei secoli scorsi che debbono essere salvaguardati. Sicuramente il gruppo dei quattro archi della ex Fiera deve essere conservato e restaurato, è di indubbio valore architettonico della cosiddetta scuola Nervi e del professore Odone Belluzzi dell’ Università di Bologna».

 



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