Saltamartini: “Battaglia al Tar
per avere più carabinieri”

SICUREZZA - Il sindaco di Cingoli annuncia il ricorso al tribunale amministrativo per avere rinforzi. Intanto slitta la manifestazione sotto la prefettura a Macerata, non più il 6 gennaio ma il 10. I dati del comando provinciale dell'Arma evidenziano una diminuzione dei furti in abitazione
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Filippo Saltamartini

Filippo Saltamartini

di Leonardo Giorgi

«Ricorreremo al Tar per contestare la decisione dei dirigenti dell’Arma dei carabinieri sull’organico di sette militari presenti nella stazione di Cingoli». Il sindaco Filippo Saltamartini non abbassa i toni della protesta per chiedere più sicurezza per la sua cittadina montana e annuncia di rivolgersi al tribunale amministrativo per chiedere rinforzi in divisa al territorio. La scelta arriva direttamente dalla riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza che si è tenuta oggi in prefettura. Lui era l’unico sindaco presente. A convocare la riunione il prefetto Roberta Preziotti che l’aveva già messa in calendario dopo la recente scia di furti che ha colpito diverse abitazioni di Cingoli e Apiro nella notte di Capodanno. Una escalation che ha portato Saltamarini ad indire una manifestazione a Macerata per domenica (10 gennaio), sotto la prefettura alle 15,30 (e non più il 6 gennaio come deciso inizialmente). Tra le case colpite nella notte del primo gennaio, anche la residenza del primo cittadino (leggi l’articolo).

«Preziotti – fa sapere Saltamartini – ha comunicato di aver già visitato con attenzione il territorio cingolano, per rendersi conto della difficoltà di difendere un aggregato urbano così variegato. Il prefetto ha poi specificato che lo Stato non può materialmente difendere chi abita a ridosso di una pineta o di un bosco senza alcuna illuminazione. La situazione attuale richiede una forte cooperazione delle popolazioni del Maceratese, affinché possano predisporre di sistemi di difesa delle abitazioni e di sistemi di allarme che possono essere collegati, gratuitamente, alle centrali di polizia o carabinieri». 

Durante l’assemblea di oggi, svoltasi in clima sereno, si è evidenziata la fragilità della sicurezza nel territorio dell’entroterra, anche al di fuori del Balcone delle Marche. É emersa quindi la necessità del potenziamento, in tempi breve, del numero delle forze dell’ordine presenti.

Il prefetto di Macerata Roberta Preziotti

Il prefetto di Macerata Roberta Preziotti

«Se è vero – chiede l’ex senatore – che nella provincia di Macerata prestano servizio oltre mille tra carabinieri, poliziotti, finanzieri, agenti del corpo forestale dello stato e della polizia penitenziaria, per quale ragione la stazione di Cingoli con un comune di 11mila abitanti dovrebbe avere una difesa di ridotta a soli cinque carabinieri, in quanto 2 militari ogni settimana non sono impiegabili per riposo settimanale ed uno per ferie? Perché si cerca di sminuire la portata criminale del fenomeno che ha visto in tutto il maceratese 4-5 banditi assaltare abitazioni isolate, spesso con i proprietari all’interno delle abitazioni?».

Il vice comandante provinciale dei carabinieri Patrizio Florio, presente al tavolo del comitato, ha risposto al sindaco Saltamartini evidenziato che dai dati dell’ultimo periodo emerge una certa diminuzione dei furti nel territorio, in particolare di quelli nelle abitazioni.
Secondo i dati riportati, nel 2015 si è registrata una diminuzione del 20,45% dei furti nelle abitazioni rispetto al 2014, durante il quale si era registrato un incremento pari al 28% nei confronti del numero di furti del 2013.
Il dato fornito dal colonnello Florio, è stato oggetto di polemica da parte dell’ex senatore. Secondo Saltamartini infatti «sono molti i cittadini vittime di reati e di furti che per sfiducia nella giustizia rinunciano a denunciare». Il prefetto Preziotti si è infine riservata di approfondire alcuni temi emersi nella discussione, in particolare la questione dei tempi di intervento tra le chiamate al 112 dei carabinieri e l’effettivo intervento sul luogo dei reati. A questo proposito infatti, il sindaco Saltamartini, pur ribadendo la propria stima nei confronti dei militari in servizio a Cingoli, ha lamentato una carenza nella tempestività di risposta alle richieste di intervento.

Infine, è stata convocata per il 24 gennaio un’altra riunione del comitato per l’ordine pubblico, con lo scopo di fornire le risposte che Saltamartini ha chiesto di conoscere. «Io penso – ha detto il sindaco di Cingoli – che l’emergenza di questo territorio e della regione Marche, sia quella degli assalti nelle abitazioni da parte di queste bande. Finché non potremo dormire sicuri, andremo avanti per chiedere più carabinieri, più polizia e più sicurezza. E sia chiaro – ha concluso – che la nostra battaglia non finisce con la manifestazione del 10 gennaio, se non avremo risposte chiare e concrete».



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