Natale d’arte con Pazzi e Mussio
CIVITANOVA - Il 20 dicembre nella città alta saranno inaugurate due mostre: una dedicata al maestro dell'incisione e l'altra al protagonista dell'avanguardia verbovista

da sinistra: Agostino Cartuccia, Enzo Fioroni, Sandro Pazzi, Enrico Bruni, il sindaco Tommaso Corvatta, Rosetta Martellini, Giulio Silenzi e Giancarlo Cognigni
Natale all’insegna dell’arte a Civitanova Alta. Il 20 dicembre alle 17 le inaugurazioni delle mostre degli artisti Sandro Pazzi e Magdalo Mussio a dieci anni dalla scomparsa. “Geometrie dello sguardo” all’auditorium Sant’Agostino propone panoramica su quarant’anni di attività artistica del Maestro Sandro Pazzi. Si tratta di un omaggio ad uno dei più importanti artisti marchigiani, tra i più grandi incisori viventi. Scopo della mostra è anche valorizzare e far conoscere l’incisione contemporanea e la calcografia coltivata nelle sue tecniche tradizionali e sperimentali. Sandro Pazzi, sulle orme degli antichi, libero da ogni costrizione, guarda la bellezza del mondo e ci fa vedere questa meraviglia creando una infinita e preziosa serie di opere: disegni, oli, incisioni. Paziente ed eccellente nella sperimentazione delle tecniche più diverse, alcune azzardate e inedite, altre classiche ed esemplari, ci fa notare nei “fogli” la padronanza di tutte le declinazioni dell’incisione e del disegno. Linee, tinte, sfumature, segni, magicamente catturano l’occhio e il cuore del fruitore che, nella cornice monumentale dell’auditorium di Sant’Agostino può godere di tanta sapienza e di tanta emozione. Cento opere dal 1978 al 2015, sono gli esempi della maestria e della libertà pittorica di Pazzi. In Pinacoteca invece le opere di Mussio, nato a Volterra nel 1925,ma civitanovese d’adozione. Protagonista indiscusso dell’avanguardia verbovista, la mostra ha l’obiettivo di tornare a studiare la sua opera di pittura verbale. «Due mostre di altissimo livello – ha detto il sindaco Tommaso Corvatta – a cui si aggiunge quella allestita un mese fa a San Francesco. Civitanova Alta si propone come un polo culturale di esposizione permanente, e un vanto per l’intera regione».