Acqua vietata,
una storia che si ripete
PORTO RECANATI - I 5 Stelle intervengono sull'ordinanza di divieto emanata da commissario: "Anche con la Montali era successa la stessa cosa. Vogliamo maggiore coordinazione tra gli enti incaricati di controllare. I cittadini non possono essere avvisati in ritardo"
Dai metacloruri ai trialometani. Il divieto di bere e utilizzare in cucina l’acqua di Porto Recanati è una storia che si ripete. A ricordarlo è il Movimento 5 stelle che riporta a galla una discussione che era stata interrotta. «Passerotti ha emanato l’ordinanza di non utilizzare l’acqua (leggi l’articolo) – spiegano i grillini – il 3 luglio 2014, nel tardo pomeriggio fu emanata analoga ordinanza dall’ex sindaco Montali (leggi l’articolo). In tutto questo tempo non si sono eliminate le cause di questi valori fuori dalla norma. Questo nonostante il nostro gruppo avesse chiesto un intervento di verifica e di controllo». Sia oggi come ne l 2014 l’ordinanza arriva con molti giorni di ritardo dai primi rilevamenti. Se nell’ultimo caso sono stati dieci i giorni di scarto, lo scorso anno erano stati ben 21. In questo lasso di tempo i cittadini hanno continuato a bere e utilizzare un’acqua che invece doveva essere vietata. «Riteniamo che – continuano i 5 Stelle – dando seguito a quanto già fatto lo scorso luglio, alla luce dell’attuale normativa sulla materia, che provoca il panico tra i cittadini ma non ne elimina le cause, sia necessario una radicale rivisitazione della convenzione vigente con la convocazione della Aato 3, auspicando un maggior coordinamento con l’Astea. Vogliamo visionare i risultati di controlli interni ex lege degli ultimi 5 anni riferiti al Comune di Porto Recanati e la verifica di analoghe problematiche riscontrate dagli altri comuni consociati e facenti parti dell’ambito territoriale». L’acqua a Porto Recanati sabato è tornata potabile.

…perché non erano intervenuti prima?