Morte di Annamaria Orazi:
una emorragia durante l’operazione
TREIA - La 61enne si era sottoposta ad un intervento chirurgico all'ospedale di Macerata. Oggi si è svolta l'autopsia, il medico legale si è preso 60 giorni. Indagata l'equipe medica: "Abbiamo operato correttamente". Il figlio: "Vogliamo giustizia". Lunedì alle 10 il funerale

L’autopsia questa mattina
di Gianluca Ginella
(Foto di Andrea Petinari)
Annamaria Orazi è morta a causa di una emorragia avvenuta nel corso dell’intervento chirurgico per impiantare il pacemaker (leggi l’articolo). Ma se questo sia dovuto ad un errore medico o ad una fatalità dovrà accertarlo il medico legale Loredana Buscemi che questa mattina ha eseguito l’autopsia sulla 61enne e si è presa 60 giorni di tempo per rispondere ai quesiti del pm. I medici e gli infermieri indagati si difendono sostenendo di aver operato correttamente e di aver eseguito un intervento con una tecnica che utilizzano dal 2000.
Una schiera di medici legali, tra consulenti della procura, della famiglia di Annamaria Orazi, e dei cinque indagati, questa mattina è entrata all’obitorio di Macerata dove si è svolta l’autopsia della 61enne scomparsa mercoledì dopo che martedì si era sottoposta all’ospedale del capoluogo ad un intervento chirurgico per installare un pacemaker, o più precisamene un defibrillatore a tre cateteri. Presenti anche il figlio della 61enne, Massimo Pelatelli, e il marito della donna Costantino Pelatelli. Nel corso dell’autopsia il medico legale Buscemi, nominato dalla procura, ha asportato il cuore della 61enne, sull’organo dovranno essere svolti ulteriori accertamenti anche con l’aiuto di un cardiologo (per la particolarità e difficoltà del caso).
Il medico legale si è preso 60 giorni. Dovrà chiarire se il quadro clinico della paziente consigliasse o sconsigliasse un intervento chirurgico, se ci fosse il consenso informato della 61enne e sulla bontà della tecnica con cui è stata eseguita l’operazione. Ciò che è emerso è che Orazi è morta per un arresto cardiaco dovuto ad una emorragia che si sarebbe verificata mentre le veniva impiantato il terzo catetere. A provocarlo potrebbe essere stata la perforazione di una arteria. Gli ulteriori accertamenti dell’autopsia dovranno stabilire se c’è stato un errore o se si è trattato di una fatalità. Presenti questa mattina i medici legali Piergiorgio Fedeli e Mariano Cingolani (per gli indagati) e Paolo Malatini (nominato dai famigliari di Orazi). Due i medici e tre gli infermieri indagati per omicidio colposo. Si tratta dell’equipe che ha eseguito l’operazione e l’inscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto proprio per consentire loro di partecipare con un proprio consulente all’autopsia. Indagati sono il primario di Cardiologia Gian Luigi Morgagni, il cardiologo Claudio Palpacelli, e gli infermieri Mauro Flamini, Sauro Monachesi e Michela Giuliani.
Tutti sono assistiti dall’avvocato Giancarlo Nascimbeni. «C’erano le condizioni, a detta dei medici che assisto, per fare questo tipo di intervento, che era il posizionare il defibrillatore – dice l’avvocato Nascimbeni –. C’era il consenso informato della paziente. E la tecnica è quella usata da 15 anni all’ospedale di Macerata, sempre con buoni esiti. Anche il giorno seguente hanno eseguito la medesima operazione e tutto è andato bene. Tutto questo fermo restando il rammarico e la vicinanza alla famiglia della signora Orazi. Anche i medici vogliono sapere cose è successo». «Una cosa del genere non deve più accadere, speriamo di avere giustizia e di conoscere come tutto questo è potuto accadere» dice Massimo Pelatelli. Al termine dell’autopsia è stato dato il nullaosta alle sepoltura. Il funerale di Annamaria Orazi si svolgerà lunedì alle 10 nella chiesa di Passo di Treia.


