Gestione dell’acqua nell’area adriatica,
560mila euro dalla Ue per l’Ato3
PROGETTO - Domani all'Abbadia di Fiastra il convegno conclusivo dI Drinkadria che coinvolge 17 partner di 8 paesi. Destinati fondi all'area maceratese per le risorse idriche. Aprirà i lavori il presidente Francesco Fiordomo
Si conclude domani all’abbadia di Fiastra il ciclo di incontri sul progetto Drinkadria per la gestione integrata e sostenibile delle risorse idriche in 8 paesi dell’area adriatica che coinvolge 17 partner tra cui l’Aato 3 di Macerata. Ad aprire i lavori sarà il presidente Francesco Fiordomo. L’iniziativa, aperta al pubblico, ha l’obiettivo di far conoscere i temi affrontati nell’ambito del progetto europeo e di divulgarne i risultati.
Un percorso avviato a fine 2013 con finanziamento dell’Unione europea per oltre 6 milioni e 600 mila euro stanziati all’interno del programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico. Il progetto, che si concluderà ad aprile 2016, ha come finalità la condivisione di linee guida e l’adozione di protocolli standard comuni che consentano di ottimizzare la gestione delle risorse idriche nell’area interessata. Nell’ambito del progetto, l’Ato di Macerata ha a disposizione un budget di circa 560mila euro, di cui 430mila dedicati allo sviluppo di un progetto pilota, con il coinvolgimento diretto delle Aziende di gestione del servizio idrico integrato operanti sul territorio, e l’affiancamento della scuola di scienze e tecnologie dell’università di Camerino.
Il convegno, che ospita relatori internazionali coinvolti nel progetto, rappresenta il momento conclusivo di incontri tecnici che nella settimana si sono tenuti a Macerata (leggi l’articolo). Tra gli aspetti trattati, la gestione efficiente dei servizi idrici, le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla disponibilità della risorsa e non da ultimo i sistemi tariffari applicati. L’Aato 3 Macerata presenterà inoltre i progetti pilota implementati in Drinkadria tra cui la realizzazione di un sistema di misurazione e di monitoraggio della disponibilità e della qualità delle acque approvvigionate dalle principali captazioni del territorio di competenza. Ad oggi le spese effettivamente sostenute e rendicontate ammontano a 190mila euro, pari al 44% del totale, e le attività messe in atto comprendono l’acquisto e l’installazione della strumentazione necessaria per la maggior parte delle 20 fonti di approvvigionamento individuate dal progetto. Il programma delle dotazioni dovrebbe essere completato entro aprile 2016 includendo le captazioni a servizio dei comuni dell’area montana, per i quali è in via di completamento il trasferimento della gestione dei servizi idrici alle aziende già coinvolte nel progetto e che operano nel territorio a valle.
Il sistema così organizzato sarà in grado di fornire informazioni utili per la corretta gestione di eventuali situazioni di emergenza, dovute a carenza idrica o inquinamento, oltre che indicazioni funzionali alla definizione delle strategie più appropriate per lo sviluppo futuro dei sistemi di approvvigionamento e all’attuazione delle misure concernenti le aree di salvaguardia. Esso potrà infine essere utilizzato anche per la condivisione dei dati con la Regione ed in particolare con il sistema locale di Protezione Civile.


