Evasione, condannato l’avvocato Castignani
“Avrò giustizia in appello”

IN AULA - Il noto legale era imputato al tribunale di Macerata, oggi la sentenza: 1 anno e 2 mesi. Lui si difende: "Il giudice non ha tenuto conto della pronuncia della Commissione tributaria che mi dava ragione, andava fatta una perizia. Ci sono rimasto male anche come cittadino"

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L'avvocato Achille Castignani

L’avvocato Achille Castignani

di Gianluca Ginella

Evasione delle imposte, condannato l’avvocato Achille Castignani, il legale: «Erano somme da non imputare come redditi, il giudice non ha voluto fare una perizia dopo la sentenza in cui la Commissione tributaria contrastava quanto accertato dalla guardia di finanza. Ci sono rimasto male anche come cittadino ma sono sicuro che come sempre in appello verrò assolto».

Si è chiuso oggi pomeriggio il processo per evasione delle imposte sui redditi in cui era imputato al tribunale di Macerata l’avvocato Achille Castignani, di Montecosaro, in qualità di titolare dello studio legale di Macerata che porta il suo nome. Il giudice Ilaria Pia Maria Maupoil ha condannato il legale ad un anno e due mesi per la dichiarazione dei redditi relativa al 2007 (mentre sono state stralciate quelle per il 2005 e 2006). Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Pietro Moscianese Santori, Castignani avrebbe indicato di avere avuto introiti inferiori a quelli realmente percepiti e di aver indicato uscite fittizie. Il pm aveva chiesto la condanna ad un anno e sei mesi per Castignani. Appresa la sentenza, il legale, assistito dall’avvocato Giancarlo Nascimbeni, ha detto: «Il primo ottobre c’era stata la sentenza della Commissione tributaria, cui avevo fatto ricorso, che aveva stralciato tutte le somme che la Finanza indicava come reddito. In pratica quella sentenza diceva il contrario di quanto sosteneva la guardia di finanza che indicava come fossero tre redditi le somme acquisite, di cui poi facevo un assegno che poi cambiavo: ma il reddito era solo della somma acquisita, loro invece hanno sommato anche l’assegno e il cambio dell’assegno, così diventavano tre redditi». Sulla sentenza, Castignani dice: «il giudice nonostante avessimo presentato la sentenza della Commissione tributaria non ha voluto dare l’incarico ad un perito per svolgere un accertamento. Ci sono rimasto male, questa è la triste storia di un cittadino italiano. Di una persona che si è sempre comportata bene con tutti. Comunque mi affido alla giustizia di appello, come ho fatto sempre, e da cui ho sempre avuto soddisfazione» conclude Castignani.


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