Ciarapica contro i vertici Atac
“Spese pazze, devono dimettersi”
CIVITANOVA - Il consigliere d'opposizione analizza i costi della partecipata e accusa il presidente e l'amministratore delegato: "Sono già stati spesi 100 mila euro, hanno sforato il limite". Poi accusa Silenzi: "Doveva vigilare"

Il gruppo Vince Civitanova: da sinistra Daniele Centioni, Fabrizio Ciarapica, Claudia Giulietti e Fausto Troiani
di Marco Ribechi
(foto di Federico De Marco)
Vince Civitanova chiede le dimissioni dei vertici dell’Atac. Il consigliere Fabrizio Ciarapica, in una conferenza stampa nella sede della forza politica, critica aspramente la gestione di Francesco Mantella e Sergio Cognigni, rispettivamente presidente e amministratore delegato della società partecipata. A motivare la richiesta le spese “eccessivamente elevate per incarichi esterni e consulenze, non adottate nel rispetto delle regole” secondo il consigliere. «In quest’anno, ancora da concludere, si sono già raggiunti 100 mila euro di spesa – dice Ciarapica – questo è inammissibile. In una delibera si era deciso che la spesa massima annuale non avrebbe dovuto superare la soglia dell’80% rispetto a quella del 2008. Questo limite non è mai stato rispettato e quest’anno i costi sono addirittura aumentati rispetto allo scorso anno». Ma non è questa l’unica critica rivolta all’Atac: «E’ obbligo delle società a partecipazione pubblica totale o di controllo – continua Ciarapica – Stabilire criteri per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità ed imparzialità. Questo tre punti non sono mai stati rispettati. Per la trasparenza non è stato rispettato l’obbligo di pubblicare gli atti di conferimento degli incarichi. Nel sito sono presenti in maniera incompleta, non tutti i dati sono chiari e leggibili. Il principio di pubblicità implica di rendere nota l’intenzione di conferire incarichi e consulenze. Nel caso dell’Atac tutto è sempre stato fatto all’oscuro. Per imparzialità si intende il ricorso ad una procedura comparativa, finalizzata a selezionare il migliore tra gli aspiranti all’incarico. Anche questo non è mai stato fatto». Per questo Vince Civitanova chiede le dimissioni dei vertici ed è intenzionata a inviare la documentazione alla corte dei conti. Ad essere attaccato inoltre è l’assessore al bilancio Giulio Silenzi: «L’assessore ha mancato di controllare la spesa della partecipata – conclude Ciarapica – che invece merita la stessa attenzione di quella del comune, essendo una derivazione dell’organo pubblico. Silenzi è inadeguato e la responsabile in quanto non sta praticando nessun controllo sulle partecipate, con i risultati di una spesa fuori controllo».
Se cosi è, non mi pare il caso di meravigliarsi. L’ Atac, imiterebbe perfettamente, per essere anch’essa, accusata di tutto e di più, il comportamento della giunta comunale. Ambedue fanno tutto quel che si può fare, all’oscuro della cittadinanza. La trasparenza a Civitanova è impossibile perché la norma è quella di fare ciò che più aggrada a chi detiene i comandi. I motivi, tanto prima o poi si scopriranno. Anche la Procura mandando l’avviso di garanzia a tutta la giunta non ci vede chiaro. Sono un po’ troppi gli atti amministrativi presi in gran segreto e che creano molti dubbi sulle motivazioni di certe decisioni. Silenzi?Deve ancora farci capire quel milioncino di cui gli avete chiesto notizia al penultimo consiglio come sia stato precisamente speso, centesimo su centesimo come un bilancio comunale obbligatoriamente deve riportare. Non più di due giorni fa ho letto su un giornale on line che contiene la parola ” Civitanova” nel nome della testata, che grillini e centro destra hanno votato contro l’aumento degli stanziamenti a favore del sociale. Ah, poi a riproposito dell’Atac, taglia l’acqua anche a bollette di cinque euro spendendo alla fine più in spese di spedizioni per le comunicazioni epistolari. Sarà la somma di tutte le lettere di richiamo che la fanno andare fuori badget?