Dario Conti sta con Max Fanelli
“Discutere subito la legge sul fine vita”
CAMERINO - L'ex sindaco propone di supportare con una grande mobilitazione nazionale, a cominciare dalla Regione, la calendarizzazione della proposta, in modo che si inizi subito la discussione in Parlamento
«Io sto con Max Fanelli, di Senigallia, malato di sla, e con tutte le persone affette da un male irreversibile e in fase terminale che chiedono di lasciare questa vita con dignità e rispetto». A dirlo è Dario Conti, ex sindaco di Camerino, che ricorda: «C’è nel Parlamento italiano, giacente da tempo, un disegno di legge sul fine vita non ancora calendarizzato, ma che dovrebbe essere posto in discussione, come ha chiesto e chiede con dignitosa e coraggiosa umanità Max Fanelli fino a rinunciare alle proprie terapie – evidenzia Conti – Il socialista Oreste Pastorelli ha chiesto, insieme con altri parlamentari, di diverso schieramento politico, al presidente della Camera Laura Boldrini e ai capi gruppo, di calendarizzare questa proposta di legge in modo che si inizi subito la discussione in aula. Non so se tale iniziativa avrà un suo immediato riscontro – sostiene l’ex primo cittadino camerte – comunque bisognerà supportarla anche dall’esterno con una grande mobilitazione nazionale, a cominciare dalla nostra regione di cui potrebbe farsi promotore il presidente Luca Ceriscioli e con ordini del giorno di Comuni, Regioni e Province da inviare al presidente della Camera».
Dario Conti ribadisce che i malati «Non vogliono pietire ed essere portati all’estero o in altri paesi, dove è consentito loro un fine vita dignitoso e umano. Una società umanamente civile e religiosa deve consentire a chi si trova in condizioni di malattie irreversibili e terminali, che ogni giorno, tra dolori fisici e mentali, vedono accorciarsi la propria vita, a fare ciò che ora non è consentito, pur chiedendo a chi gli sta vicino di porre fine al loro immenso dolore». L’ex sindaco di Camerino sostiene che «i loro familiari o chi è legato ad essi, da profondo affetto, purtroppo sono impotenti di fronte ad una simile quanto dolorosa richiesta. Sotto quest’aspetto l’Italia è un paese inumano. Bisogna dare dignità a questi malati. Non c’è religione che tenga. Non è un problema tra credenti e non credenti, tra cattolici e non cattolici: è una questione di civiltà – conclude Dario Conti – Anche i cittadini italiani, che lo desiderano in situazioni di malattie irreversibili e terminali, hanno bisogno di una legge sull’eutanasia, senza dover peregrinare in paesi esteri».

