Il medico Migliozzi
accusato di truffa all’Asur
“Ho agito in buonafede”

MACERATA - Rinviato a giudizio il dirigente del Servizio d'igiene. La vicenda riguarda delle fatturazioni per visite svolte fuori dal normale orario di lavoro. Per la procura andavano fatte a carico dell'ente, che avrebbe avuto un danno di circa 21mila euro. "Ho già rimborsato tutto, ma solo per dimostrare che non avevo minimamente pensato di sottrarre delle somme"

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Francesco Migliozzi

Francesco Migliozzi

di Gianluca Ginella

Visite di medicina del lavoro che però avrebbe fatturato in proprio e non a carico dell’Asur, di cui è dipendente: in sintesi nasce da questo la contestazione di truffa ai danni dell’Asur che viene contestata al dirigente del Servizio igiene e sanità pubblica di Macerata, Francesco Migliozzi. Il medico, che ha deciso di risarcire l’importo che gli viene contestato dall’accusa (21.613 euro e 75 centesimi) ritiene di aver agito in buonafede «non ho minimamente pensato di sottrarre delle somme».

Truffa ai danni dell’Asur. Questa la contestazione per il medico Francesco Migliozzi che questa mattina è stato rinviato a giudizio dal giudice Enrico Zampetti del tribunale di Macerata. La vicenda risale ad alcuni anni fa quando c’era stato un controllo della guardia di finanza in diversi studi medici in tutta Italia. Secondo quanto viene contestato al medico, tra il 2008 e il 2010 avrebbe effettuato una attività intramoenia (visite mediche effettuate da medici di un ospedale fuori dal normale orario di lavoro) in alcune aziende che assisteva. Le visite erano state svolte – come spiega lo stesso Migliozzi –, sia nelle aziende che nel suo ambulatorio dell’Asur. Secondo l’accusa, quelle visite erano state fatturare da Migliozzi in proprio mentre dovevano essere fatturare a carico dell’Asur.

L'avvocato Giancarlo Nascimbeni

L’avvocato Giancarlo Nascimbeni

Da qui nasce l’accusa di truffa ai danni dell’ente. Migliozzi, dirigente del Servizio d’igiene, medico stimato in città e molto conosciuto (si occupa delle vaccinazioni), si difende ritenendo di aver agito con la massima buonafede. «Si tratta di prestazioni occasionali, che non sono vietate, a pazienti miei. Erano visite di medicina del lavoro per le aziende che mi hanno nominato come medico competente, ma secondo la guardia di finanza ho sbagliato nel fatturare» spiega il medico. La truffa all’Asur, dice l’accusa, sarebbe di 21.613 euro e 75 centesimi. «L’’ente ha una percentuale sulle fatturazioni che è del 7 o 8% – spiega Migliozzi, che dal 2011 non svolge più la libera professione –. Ho già rimborsato tutto all’ente, anche se credo sia palese la mia buonafede, non ho minimamente pensato di sottrarre delle somme». Il medico è assistito dall’avvocato Giancarlo Nascimbeni, che chiarisce: «L’Asur è stata rimborsata al centesimo, questo però senza riconoscere da parte del mio cliente alcuna responsabilità. L’ente questa mattina non si è costituito parte civile. Comunque adesso è ovvio andare a giudizio e ci difenderemo. Io sono sicuro della perfetta buonafede del mio assistito».


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