Fa causa al Comune per il Caffè Maretto
Chiesti 415mila euro di risarcimento
CIVITANOVA - A prendere le vie legali è un imprenditore. La prima udienza ci sarà a febbraio. Arrivato secondo nel bando dello scorso anno contesta lo spazio utilizzato all'apertura del pubblico esercizio: il doppio rispetto a quello citato in gara
Si sente danneggiato dal bando per la gestione del Caffè Maretto e fa causa al Comune di Civitanova chiedendo 415mila e 584euro come risarcimento danni. A prendere le vie legali è un imprenditore civitanovese. La prima udienza ci sarà a febbraio. Arrivato secondo nel bando dello scorso anno, che ha poi visto aggiudicarsi la gara la pasticceria Leonardi di Montegranaro (leggi l’articolo), prima ha fatto un esposto in procura (a novembre 2014) diffidando il Comune perché lo spazio utilizzato all’apertura del pubblico esercizio era il doppio di quello invece previsto nel bando (fatto ad agosto 2014), poi ha avviato la causa quantificando il danno che secondo lui avrebbe subito in 12 mesi di mancato guadagno per aver perso la gara. «Se lo spazio a disposizione del mio assistito – spiega l’avvocato Andrea Paolucci, dello studio Ciotti e Domenella, che tutela l’imprenditore – fosse stato il doppio e cioè quello attualmente occupato da chi esercita l’attività ora nel bar anche l’offerta sarebbe stata diversa e magari il risultato non sarebbe stato lo stesso».
Il legale contesta una ambigua assegnazione del Caffè Maretto. Così martedì scorso ha provveduto a notificare un atto di citazione in giudizio davanti al tribunale di Macerata al Comune di Civitanova per conto del suo cliente. «Il bando d’asta era relativo alla assegnazione di un locale di soli 98 metri quadrati – spiega l’avvocato Paolucci – in quanto la parte posta a nord del bar doveva essere oggetto di lavori di ristrutturazione ed annesso all’ufficio Turismo. Invece il vincitore del bando nonché attuale gestore ha avuto sin da subito a disposizione il locale posto a nord ed ancora oggi lo utilizza liberamente come sala da tè. Qualora il mio cliente avesse saputo di poter ambire ad una metratura superiore, avrebbe sicuramente proporzionato la sua offerta in base alla superficie realmente utilizzabile. In spregio al principio di affidamento dei terzi, il Comune ha tenuto quantomeno una condotta negligente nella fase successiva all’aggiudicazione del bene. Tale condotta è totalmente incompatibile con il contenuto dell’offerta al pubblico resa nota con la pubblicazione del bando. Il mio cliente ritiene che gli sia stato impedito di avviare una impresa redditizia presso uno dei locali storici della comunità e richiede il ristoro del danno economico patito che il consulente di parte ha quantificato nella somma di euro 415.584 euro». Il Caffè Maretto era stato oggetto di polemiche anche in consiglio (leggi l’articolo).
(Mar. Ve.)

Ma quando ne farete una justa?
Da quando sete gliti su, co l’apparti non cé se commate più!
E po cossù cià rasciò, tocca a preparà mezzo miliò.
E chi te da rasciò, se dentro la testa non cé sta cò!
Uno cola pala , n’antro co la zappa, lo terzo co la vanga
ma jete jo lo campo che na mano manca.
La causa avrebbe senso solo se la ditta aggiudicatrice avesse saputo notizia della reale superficie calpestabile del bar, infatti in tal caso si tratterebbe di un ingiusto trattamento di favore nei riguardi del vincitore del bando.