Il Soroptimist di Macerata
per l’attivazione del “codice rosa”
In un incontro organizzato dal club, Mario Paciaroni, già procuratore a Macerata, ha parlato di tutte le implicazioni positive dell’esistenza di questo codice virtuale contro la violenza sulle donne
Già da due anni si parla a Macerata nel corso di convegni dell’importante iniziativa dei pronto soccorso d’Italia per l’accoglienza delle donne che subiscono violenza, dei minori che ricevono abusi e delle categorie deboli che hanno bisogno di una particolare riservatezza. Il nostro giornale nel novembre del 2013 lo aveva anticipato (leggi l’articolo) facendone sperare l’imminente realizzazione, ma l’iniziativa è rimasta bloccata. E mentre in Toscana tutte le aziende sanitarie della Regione hanno già firmato le intese, mentre su pressione e intervento della procura di La Spezia a capo della quale fino a pochi mesi fa è stato Mario Paciaroni già procuratore a Macerata anche la Liguria si è mossa attivando il ricorso al codice rosa, a Macerata alla nostra inchiesta sulla presenza di questo codice è stato risposto che esso non fa parte di quelli di segnalazione.
Nell’ incontro svoltosi venerdì 9 ottobre a Villa Quiete organizzato dal club Soroptimist Mario Paciaroni ha potuto parlare di tutte le implicazioni positive dell’esistenza di questo codice virtuale definito rosa o rosa bianca. Erano presenti anche i presidenti di alcuni altri club della nostra città e il calore con il quale il relatore ha parlato dell’emergenza violenza le cui vittime più numerose sono le donne e del bisogno di un riconoscimento tempestivo e precoce delle situazioni di rischio anche contro la stessa volontà delle maltrattate ha colpito tutti i presenti. E’ interessante che a muoversi in Italia siano state soprattutto le procure alle quali poi vengono affidati tutti i compiti che seguono le azioni di violenza, é interessante che siano le Procure a dare avvio alle intese per la dimostrazione che esse danno di solidarietà e di fiducia nella prevenzione. Mario Paciaroni ha dato una spinta attiva all’impegno del Soroptimist di farsi promotore dell’intesa con le forze dell’ordine, con i medici, con il volontariato e le équipe specializzate per i casi in questione affinché ci sia anche presso il pronto soccorso del nostro ospedale una stanza riservata dove si possa incominciare a raccogliere le informazioni che servono a proteggere le vittime da ulteriori vessazioni, in piena segretezza e sincerità. Tra le tragedie che accompagnano la nostra vita l’attacco violento alle donne e la animalità di tanti atti di aggressione contro di loro sembrano quasi passati in secondo ordine come una quotidianità da accettare ( nel 2014 ogni due giorni una donna uccisa) ed è esecrabile il crudele ricorso a una frase che ritorna a farsi sentire spesso:”Se la sono voluta”. Seguiremo l’iniziativa del Soroptimist e i passi che la sua presidente Christine Berthold farà per collegarsi alla procura, alla polizia, all’Area Vasta e a tutte le figure di sostegno, una risposta di civiltà e di solidarietà.


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N. 199/200
La rete degli interventi contro la violenza
Nicola Buonvino
1
, Gabriella Eletti
2
1
Dirigente medico, ASL Bari, referente Progetto Binario rosa/Codice Rosa
2
Avvocato penalista
che l’assistenza diventa integrata e si trasforma in percorso
assistenziale con diverse tappe/stazioni, che portano la vit
–
tima ad uscire dal tunnel della violenza.
Finalmente nell’anno 2012 dopo incontri, che prevedevano
la partecipazione del team di Grosseto, si avviava il proget
–
to, non senza delle garbate resistenze (prontamente dissolte
dal “turbine” positivo della dr.ssa Doretti), da parte di chi
obiettava che il sovraccarico di lavoro, il numero dei destina
–
tari della formazione, avrebbero reso il progetto inattuabile.
Avviata la formazione al Policlinico di Bari – con la par
–
tecipazione della nostra squadra di Grosseto registrando
viva partecipazione dell’uditorato, potevamo dire che
Bari aveva il suo Codice Rosa.
Dopo l’attivazione presso l’A.O. Policlinico e l’Ospedale
Pediatrico Giovanni XXIII l’avventura continua con l’attiva
–
zione di Codice Rosa alias Binario Rosa presso i presidi
ospedalieri della ASL Bari, dopo un nuovo percorso for
–
mativo con la squadra presente, Vittoria, Claudio Pagliara
ed altri, che coinvolgeva sempre operatori sanitari e Forze
dell’Ordine, parte Codice Rosa presso il P.O. S.Paolo, che
è situato in un quartiere di Bari con
background
sociale
complesso, nascendo come ex zona 167. Prossima tappa,
a breve termine l’attivazione del percorso presso l’ultimo
presidio ospedaliero del territorio metropolitano.
Anche i primi risultati sono arrivati, come l’arresto di un
autore di violenza sessuale e la netta percezione di una
maggiore fiducia della popolazione nelle Istituzioni, fidu
–
cia che lacera il velo di omertà … per ora un piccolo
strappo, ma grazie al coraggio di una squadra cocciuta
e motivata, sarà destinato ad allargarsi.
Codice Rosa percorrendo un Binario Rosa non si ferma in
Puglia, la nostra ambizione è di diffonderlo sul territorio
Regionale e per questo sono stati creati i presupposti già
in altre città capoluoghi di provincia.
L’effetto domino continua.
Binario Rosa a Bari può definirsi una filiazione del Codice
Rosa toscano.
L’idea nacque dalla ansia di rinnovamento e migliora
–
mento di due professionisti che svolgono “professioni di
aiuto”: de me Nicola Buonvino medico dell’emergenza
(all’epoca) e Gabriella Eletti avvocato penalista, coniugi.
Tornando da un turno di notte nel Pronto Soccorso come
sempre “movimentato,” pensavo alla donna violentata da
un branco di balordi, che era stata ben ripulita dall’infer
–
miere prima che la visitassi, alla donna extracomunitaria
picchiata dal marito che ha lasciato il P.S. con la diagnosi
di caduta accidentale, ed alla vecchia paraplegica che
viveva con la badante dimessa con la medesima dizione.
Indagando sullo stato dell’arte mi accorsi che stava na
–
scendo Codice Rosa. Eravamo nel 2010. Raggiunta
Grosseto conobbi Vittoria Doretti.
Promisi a lei e a me stesso che Bari sarebbe stata un’altra tes
–
sera del domino ormai innescato, partiva l’avventura di Co
–
dice Rosa nella prima grande città Capoluogo di Regione
che nello specifico. Raccolsi subito la sottoscrizione entusia
–
sta dell’ANM distretto di Bari, ma la gestazione del progetto
si annunciava lunga e dolorosa (anche per la presenza sul
territorio della città di Bari di quattro ospedali di I livello con
i loro corrispondenti Pronto Soccorsi), nonostante il costante
sostegno di Vittoria che ci faceva sentire parte integrante di
una squadra anche se a tanti chilometri di distanza.
Nel frattempo il codice rosa viaggiava a velocità sostenuta
mentre la versione barese assumeva ancora una forma, una
conquista a piccoli passi, coinvolgendo la Procura della Re
–
pubblica, ed una associazione scientifica – l’ASSIMEFAC,
fino a trasformarsi in “binario” approdando all’assessorato
del Welfare del Comune di Bari, che garantì un finanzia
–
mento del progetto. Si pensò al Pronto Soccorso del Policlini
–
co (locale Azienda Autonoma) ed alla rete dei servizi sociali
e al centro antiviolenza già operante per il Comune. Ecco
L’esperienza di Aggiustatutto Bari
riaprire ASINARA e NISIDA….così SI RESPIRA libere….coinvolgere I PRONTI SOCCORSI ….tramite DIRETTORI SANITARI…..”AMORE CRIMINALE”…..è UN PROBLEMA….GRAVE….sempre più IN AUMENTO….tra ogni FASCIA SOCIALE…ed ETA’…..allontanare IMMEDIATAMENTE IL PERICOLO….isolarlo ….