Comi: “Non sono stato ricollocato”
La Provincia: “Nessun privilegio concesso”

"Comando" in Regione: intervengono l'avvocato Vallesi, legale del segretario regionale del Pd e Silvano Marchegiani, segretario generale dell'Ente provinciale
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Francesco Comi, segretario regionale del Pd

Francesco Comi, segretario regionale del Pd

«Non sono stato ricollocato. Come me altri 20 dipendenti delle varie province marchigiane sono stati trasferiti in comando nel mese di settembre. Nel solo mese di luglio ben 5 del mio stesso ufficio in Provincia». Così Francesco Comi, segretario regionale del Pd, spiega la sua destinazione a Palazzo Raffaello. Pubblichiamo quanto trasmesso dal suo legale per rettificare il contenuto del nostro articolo “Francesco Comi vola in Regione. È il primo dei ricollocati della Provincia”. Come esplicitamente richiesto dall’avvocato Alessandro Vallesi che tutela il dirigente del partito, pubblichiamo senza possibilità di commentare da parte dei lettori e della redazione e senza alcun intervento la richiesta di rettifica, risevervandoci di poter scrivere sull’argomento un nuovo articolo ricostruendo i fatti come accaduti. 

Scrive l’avvocato Vallesi: “Le notizie riportate nell’articolo richiamato ma soprattutto la consecuzione logica delle frasi così come costruita dalla vostra testata giornalistica, sono nel loro insieme contestuale false e fuorvianti, inducendo volutamente il lettore ad una errata valutazione sia della notizia sia del contesto sociale e politico in cui la notizia viene artatamente inserita. L’articolo associa parole e concetti tra loro sbagliati al fine di ricostruire un quadro di grave e pesante discredito alla persona di Francesco Comi. È invece vero l’esatto contrario.
Francesco Comi è un normale funzionario dipendente della Provincia di Macerata vincitore di concorso pubblico oltre 13 anni or sono allorquando lo stesso non ricopriva alcun rilevante ruolo ne politico ne istituzionale. Nel rispetto dello Statuto del Partito Democratico Francesco Comi ha cessato l’incarico di Consigliere regionale allo scadere del secondo mandato, pur avendo tutte le condizioni statutarie per ottenere dal Pd la deroga al terzo mandato. Pertanto è ritornato a lavorare in Provincia dove già lavorava prima di intraprendere il suo impegno politico in Regione. A questo punto corre l’obbligo chiarire la verità in merito alle false dichiarazioni riportate nel citato articolo. La ricollocazione del personale non è ancora avvenuta. Avverrà probabilmente a anno nuovo dopo un lungo iter nel quale saranno coinvolti tutti i soggetti istituzionali, sindacati compresi. Pertanto né Comi per primo ne nessun altro è stato ancora ricollocato. La ricollocazione, che avverrà presso vari enti, riguarda il personale addetto alle così dette funzioni non fondamentali (così come censite dalla legge). Le Province hanno fornito alla Regione, al momento, solo gli elenchi del personale soprannumerario, ovvero in esubero. Detti elenchi saranno oggetto di valutazione da parte della Regione nei prossimi mesi. Francesco Comi fa parte di questi elenchi per sua libera scelta. Infatti il dipendente Comi ha accettato volontariamente di essere inserito tra gli esuberi per evitare polemiche non essendo egli addetto ad una funzione non fondamentale e pertanto non rientrando, in origine, negli elenchi degli esuberi e perciò potendo avere il posto di lavoro garantito nella Provincia di Macerata. Il trasferimento in Regione da giovedi è solo provvisorio ed è avvenuto attraverso l’istituto del comando e non della mobilità. Come Comi altri 20 dipendenti delle varie province marchigiane sono stati trasferiti in comando nel mese di settembre. Nel solo mese di luglio ben 5 del suo stesso ufficio in Provincia. Falsa è pure la notizia relativa al dipendente Paolo Pinciaroli la cui domanda di trasferimento non è stata, come scritto dalla vostra testata giornalistica, respinta. Invero è stato lo stesso Pianciaroli a negare il proprio consenso al comando per cui la provincia ne ha semplicemente preso atto. Comi funzionario era e funzionario rimane, sempre con la stessa qualifica e sempre con lo stesso stipendio ( 1.350 euro al mese) ed anzi rinunciando al rimborso delle spese di trasferta, ancorché previsto dalla legge. Pertanto è falsa la vostra affermazione in un precedente articolo secondo la quale “.Comi andrà a ricoprire il ruolo di funzionario in comando… ” in quanto Comi non comanderà nulla essendo semplice funzionario e non dirigente. Le vostre ricostruzioni giornalistiche confondono il “comando” – forma di distacco del personale del pubblico impiego – con il comando inteso come funzione di lavoro. Inoltre il distacco per comando di cui è oggetto Comi, nulla ha a che vedere con le procedure di mobilità del personale della Provincia riferite a Leggi completamente diverse e adempimenti amministrativi completamente diversi. Associare la vicenda del distacco per comando del dottor Comi alle legittime richieste dei sindacati pubblici sulla mobilità del personale della Provincia, è privo di fondamento amministrativo. Il vostro articolo ha scatenato tutta una serie di ingiuriose offese e diffrazioni anche di natura violenta nei confronti di Francesco Comi nonché della sua famiglia che quotidianamente riceve insulti ed offese, esponendo la persona e l’incarico che ricopre al pubblico ludibrio e con ciò coinvolgendo artatamente anche il Partito Democratico di cui Comi è attualmente il più alto dirigente regionale e rappresentante legale. Appare evidente che la testata giornalistica colpendo personalmente Comi intenda colpire il Pd marchigiano e la nascente esperienza amministrativa del neo eletto presidente Luca Ceriscioli».

Silvano Marchegiani

Silvano Marchegiani

Sull’argomento interviene anche Silvano Marchegiani, segretario generale della Provincia di Macerata:
“Nessun dipendente provinciale, compreso Comi, risulta ad oggi ricollocato in Regione ne altrove.
Tale ricollocazione, effetto del riordino delle funzioni amministrative disposto dalla Legge Del Rio, avverrà contemporaneamente, per tutto il personale assegnato alle funzioni non fondamentali al termine di un percorso che si concluderà con il formale trasferimento del personale interessato in Regione.
Nessun privilegio pertanto è stato concesso da questo ente al dottor Comi in quanto il dipendente in questione è stato interessato, al pari di altri dipendenti, esclusivamente da un provvedimento di comando presso l’ente regionale attivato a richiesta di quest’ultima, comando reso possibile dal fatto che il Dott. Comi risulta essere assegnato, a sua domanda, a funzioni non fondamentali (a seguito di procedimenti di mobilità interna di sostituzione di personale cessato che hanno interessato anche altri dipendenti).
Comi non è il primo dei dipendenti provinciali ad essere comandati presso altri enti e ciò anche grazie al fatto che con l’attivazione di tale istituto la Provincia ottiene un immediato risparmio della spesa per il personale.
Al riguardo si evidenzia che la Provincia ha attivato negli ultimi tempi numerosi comandi di propri dipendenti presso altri enti locali, mentre la Regione ha già richiesto ed attivato circa altri 10 comandi di dipendenti da altre province”.

 



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