A Overtime la pugile dei record
“La sfida più bella è contro le paure”
MACERATA - Simona Galassi, campionessa mondiale di pugilato, ha raccontato la sua passione per il pugilato e il suo esordio a 24 anni. Con lei l'allenatore Alessandro Duran: "Lo sport è una scuola di vita"
di Federica Nardi
Un pomeriggio di grandi storie sportive ha aperto Overtime. Come quelle della campionessa mondiale di pugilato Simona Galassi e del suo allenatore Alessandro Duran, che si sono raccontati al pubblico questo pomeriggio agli Antichi Forni a Macerata. La storia della Galassi – salita agli onori della cronaca per una carriera tardiva quanto brillante – ricorda quasi la trama di un film. Per lei il pugilato è arrivato come un’illuminazione. “Avevo 24 anni quando ho iniziato. Da subito è scattato qualcosa, una passione vera”. Un inizio contestato, ma che non ha impedito alla Galassi di superare il giudizio degli altri per dedicarsi anima e corpo alla disciplina che nel 2008 l’ha incoronata campionessa mondiale. “La sfida più bella da vincere è quella contro le proprie paure – ha proseguito la campionessa – Sono stata la ragazza dei record. Non mi sono mai accontentata della vittoria: per me è solo un punto di partenza per migliorarmi ogni volta. La mia è una storia vissuta ai massimi livelli, con il pugilato sempre davanti a tutto”.
Una visione condivisa anche da Alessandro Duran, ex campione mondiale dei pesi welter che oggi divide il suo tempo tra il ruolo di allenatore e quello di commentatore tecnico di pugilato per Mediaset. “Quella del pugile professionista è una vita di sacrificio. La mia carriera è stata come la mia vita: una lotta”. Erede dei successi del padre e del fratello – il campione europeo Juan Carlos Duan e il campione mondiale Massimiliano Duran – l’ex pugile ripercorre in un racconto dal sapore nostalgico i primi passi della sua carriera, come il periodo del suo soggiorno americano vissuto tra paure, speranze e grandi insegnamenti. E ammette: “Le emozioni del pugilato non si trovano altrove ma c’è un avversario che non puoi sconfiggere: l’anagrafe”. Un avversario che la Galassi ha però scelto di sfidare. Il suo sogno infatti, rivela, è quello di diventare nuovamente campionessa del mondo.
Una storia fatta di grandi rivalità ma anche di semplicità e rigorosa etica personale. Sport e vita si intrecciano nelle parole dei due campioni, che non risparmiano
giudizi severi sul pugilato dei giorni nostri. “Lo sport è una scuola di vita. Da noi l’allenatore si chiama maestro, ma nel pugilato di oggi questa figura si è persa – ha affermato Duran, che non risparmia nemmeno le nuove leve – I ragazzi di oggi sono meno furbi di come eravamo noi. Non sanno catalizzare l’attenzione”. Un pugilato affrontato all’antica, quello di Duran, che ha permesso però alla Galassi di riscoprire l’amore per il ring, in attesa della corsa al titolo mondiale prevista forse per la fine del 2015.
A dialogare con i due campioni Valerio Calzolaio e l’artista Paolo Castoldi, che ha presentato in anteprima nazionale il suo progetto “Le grandi sfide del pugilato”, in mostra alla Galleria Antichi Forni.




