Il Consiglio regionale ha approvato
la sfiducia a presidente e vice

ASSEMBLEA MARCHE - Modificato lo statuto con l'introduzione del nuovo istituto, proposto dopo il caso Zaffiri

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CONSIGLIO MARCHEIl consiglio regionale delle Marche ha approvato a larga maggioranza la proposta di legge di modifica statutaria che introduce l’istituto della sfiducia per i componenti dell’ufficio di Presidenza e ripristina la figura dei due consiglieri segretari, abolita pochi mesi fa. I voti a favore sono stati 23, 6 i contrari e un astenuto. La proposta era ad iniziativa dell’attuale Ufficio di presidenza.  Il voto è arrivato dopo un lungo dibattito al quale hanno preso parte numerosi consiglieri regionali. Piero Celani (Forza Italia) ha definito questa legge “un’operazione tutta politica e di aggiustamento, per risolvere dei problemi di maggioranza”. L’assessore Fabrizio Cesetti ritiene questa modifica “Un provvedimento, giusto e coerente con quanto viene chiesto oggi alla politica”, valutando ragionevoli le condizioni fissate nella legge per la presentazione della mozione di sfiducia ai vertici dell’ufficio di presidenza. In fase di dichiarazione di voto, la vicepresidente Malaigia, firmataria della proposta, ha dichiarato la sua astensione “per dimostrare una posizione di responsabile collaborazione”, tuttavia “non mi esprimerò in maniera favorevole – ha precisato la consigliera (Lega Nord) – perchè l’articolo 6 sulla mozione di sfiducia non garantisce la democraticità”. Ha chiuso il dibattito il consigliere Zaffiri (Lega Nord) che considera questa proposta “un’anomalia molto sottile e strisciante, questi interventi lasciano trapelare che qualcosa potrebbe anche accadere, forse un inciucio”.

Nel dibattito il relatore di minoranza Giovanni Maggi (M5s) ha espresso condivisione per la proposta, soprattutto nell’aspetto che introduce la mozione di sfiducia. Mentre per quanto riguarda il ripristino della figura dei consiglieri segretari, chiede che “venga garantito effettivamente il pluralismo”. “Resta per noi condizione essenziale – ha concluso Maggi – il costo zero per l’amministrazione”. Il consigliere Luca Marconi (Udc) ha proposto una riflessione “sul numero, che non è insignificante”. “Andiamo a risparmiare sulle inezie che permettono l’esercizio democratico di un incarico, con il rischio di rendere inefficiente una struttura”, riferendosi in particolare all’abbassamento del numero degli assessori. Il consigliere Enzo Giancarli (Pd), annuncia il suo voto favorevole “nel rispetto del pluralismo”, ma invita l’Aula a riflettere sull’importanza dello Statuto che “va modificato con parsimonia, cautela, prudenza”. “Non credo che sia una modifica a costo zero – ha sostenuto Giancarli – C’è inevitabilmente un costo. Però riusciamo a compensare con il risparmio ottenuto con scelte come quella di un solo assessore esterno”. Il capo gruppo del Pd Gianluca Busilacchi, pur condividendo “un atteggiamento di cautela nel modificare lo Statuto”, richiama l’importanza del “funzionamento della democrazia”. “Dobbiamo consentire alla democrazia di poter lavorare, perchè se la democrazia non produce risultati, crea danno al Paese”. “Dobbiamo fare attenzione a non alimentare la teoria deteriore, secondo la quale le istituzioni e i loro rappresentanti, quando va bene sono inutili, se non dannosi al Paese e alle comunità. Siamo chiamati a porre un argine rispetto a questa estremizzazione deteriore. Queste estremizzazioni, insieme alle crisi economiche, sono state nella storia le concause nella nascita dei totalitarismi”.


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