“Evaso dai domiciliari?
No, sono sordo”
MATELICA - Un giovane di 36 anni si difende così in un processo che si sta svolgendo al tribunale di Macerata: i carabinieri erano andati a controllare se fosse in casa ma l'uomo non aveva risposto al citofono
I carabinieri vanno a cercarlo a casa per controllare che sia presente, perché sottoposto agli arresti domiciliari, non lo trovano e un 36enne finisce sotto accusa per evasione. Ma l’imputato sostiene di non aver sentito il campanello di casa, perché ha una grave forma di sordità. I fatti contestati ad un matelicese risalgono al 12 novembre del 2012. E’ in quella data che i carabinieri si presentano a casa dell’imputato, citofonano ma lui non risponde. Il 36enne, assistito dall’avvocato Giuseppe De Rosa, sostiene che quel giorno e all’ora in cui sono passati i carabinieri era regolarmente nella sua abitazione ma che non aveva sentito il citofono per problemi di udito. A dimostrazione di questo la difesa ha prodotto documentazione medica. Il processo si sta svolgendo davanti al giudice Chiara Minerva. L’accusa è sostenuta dal pm Raffaela Zuccarini.
(Gian. Gin.)