“No alle trivellazioni”
Pecoraro lancia il referendum

POTENZA PICENA - L'ex ministro all'Ambiente ha fatto tappa sulla costa maceratese per la campagna "Mare da remare". «Autorizzare tali interventi in Adriatico significa fare gli interessi delle società petrolifere ed è un'assurdità». L'assessore di Civitanova Cristiana Cecchetti: «Qualsiasi incidente si riverserebbe sulla pesca»
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Nella foto da sinistra Paolo Cantucci assessore all'ambiente di San Benedetto del Tronto, Cristiana Cecchetti assessore all'ambiente di Civitanova, Alfonso Pecoraro Scanio, Elena Leonardi vice presidente del consiglio regionale e il sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli.

Nella foto da sinistra Paolo Cantucci assessore all’ambiente di San Benedetto del Tronto, Cristiana Cecchetti assessore all’ambiente di Civitanova, Alfonso Pecoraro Scanio, Elena Leonardi consigliere regionale e il sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli.

 

di Laura Boccanera

Da Porto Potenza parte la sfida alle trivellazioni. La tutela dell’ambiente marino e i suoi possibili pericoli sono stati al centro del vertice organizzato sul litorale Baden Powell della cittadina costiera. Alla presenza del presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio, si sono riuniti tutti gli esponenti politici marchigiani sensibili al tema delle trivellazioni in Adriatico. L’incontro che rientra nella campagna “Mare da remare” è giunta al quarto appuntamento e per l’area Adriatica ha fatto tappa proprio nelle Marche. Presenti numerosi sindaci e assessori della Regione, assieme ad associazioni ambientaliste e al gruppo di canoisti e kayak che al termine della cerimonia hanno manifestato con una simbolica “pagaiata” in mare sfidando anche le onde. «Autorizzare le trivellazioni in Adriatico significa fare gli interessi delle società petrolifere ed è un’assurdità, non abbiamo tecnologie in grado di garantire la sicurezza». Ha esordito così l’ex ministro all’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, oggi a guida dell’associazione ambientalista e che boccia il provvedimento contenuto nello Sblocca Italia. Ma un modo per fermare questa follia esiste e insieme agli amministratori ha lanciato l’appello ad aderire al referendum per bloccare le trivellazioni.

La pagaiata in mare

La pagaiata in mare

mare da remarePresenti alla cerimonia, fra gli altri, il comandante della Capitaneria di porto Michele Grottoli, il sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli, Paolo Canducci, assessore alle Politiche Ambientali del Comune di San Benedetto del Tronto, Ugo Pazzi, presidente di Slow Food delle Marche e Gianluca Carrabs, presidente onorario dei Verdi della Marche e per Civitanova l’assessore all’ambiente Cristiana Cecchetti. «L’Adriatico, mare chiuso fra le terre con bassa circolazione di correnti, verrebbe esposto, se lo scenario delle estrazioni fossili andasse avanti, ad un devastante rischio ambientale – sottolinea la Cecchetti – qualsiasi incidente riverserebbe sulla pesca, sul turismo e sulla qualità della vita delle popolazioni costiere. La stravaganza della decisione di ritornare sui fossili per l’energia del paese, dopo anni di diverso orientamento, lascia stupefatti tutti gli ambientalisti e gli amanti della natura. Pressante dunque l’invito di tutti noi convenuti per firmare  la richiesta del referendum contro le trivellazioni, richiesta che anche la regione Marche sembra si appresti a richiedere. Si receda da questa scelta scellerata oppure si chiami il popolo a decidere del suo futuro».

(foto Ciro Lazzarini)

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