Proiettili spediti al manager
della discarica di Morrovalle
RIFIUTI - Rodolfo Briganti, da dieci anni nel consiglio di amministrazione della Senesi Spa, che si occupa della discarica maceratese, è stato oggetto di pesanti minacce. La notizia è trapelata ora che i legali hanno deciso di rendere nota la sentenza del Tar che ha annullato l'interdittiva antimafia della prefettura di Fermo nei confronti della società
di Marina Verdenelli
Proiettili spediti a casa del manager che gestisce la discarica di Morrovalle. Così Rodolfo Briganti, da dieci anni nel consiglio di amministrazione della Senesi Spa, che si occupa della discarica maceratese, è stato oggetto di pesanti minacce tramite una lettera, ricevuta pochi mesi fa, nell’abitazione piemontese di Venaria Reale. Nella missiva gli si chiedeva di lasciare il cantiere di Aversa. Tramite la Senesi infatti sono diversi i siti per il conferimento dei rifiuti seguiti dal manager tra la Campania e la Sicilia oltre le Marche. La notizia è trapelata solo ora nel Maceratese dopo che i suoi legali hanno deciso di rendere nota la sentenza del Tar che ha annullato l’interdittiva antimafia della Prefettura di Fermo nei confronti della Spa. Una vicenda legata ad un maxiprocesso sui rifiuti pericolosi dove in parte è stata chiesta l’archiviazione e in parte ci si trova ancora all’istruttoria dibattimentale (leggi l’articolo).
PROIETTILI. «Briganti aveva denunciato apertamente tentativi estorsivi e di malaffare – riporta in una nota l’ufficio stampa della Senesi Spa – ed è stata oggetto di diversi attentati incendiari. Non ultimo l’invio di proiettili nell’abitazione di Briganti a mezzo posta con la minaccia di lasciare il cantiere di Aversa». L’azienda, che ha sede legate a Porto Sant’Elpidio, e il manager attualmente sarebbero sotto protezione.
TAR. Il tribunale amministrativo ha annullato l’interdittiva antimafia nell’udienza collegiale del 17 settembre con pronuncia il 18. Il provvedimento era stato adottato il 14 luglio scorso. I giudici, decidendo sul ricorso presentato dalla società, hanno confermato la sospensione del provvedimento e ordinato di non doversi procedere ulteriormente. A renderlo noto sono i legali della Senesi, che ha la propria sede amministrativa e operativa a Morrovalle, Alessandro Lucchetti e Elena Daniele. Gli avvocati sottolineano che l’ordinanza del Tar mette la parola fine alla pesante misura adotta da Fermo e che bloccava l’azienda a partecipare ad appalti e gare limitando quindi l’attività. «Mancanza oggettiva di elementi anche lontanamente riconducibili ad eventuali contiguità con la malavita organizzata», scrive il collegio. Il Tar ha precisato che «nel caso specifico, l’informativa oggetto di ricorso non pare adeguatamente motivata con riferimento all’attualità della situazione». La Senesi Spa sottolinea che il provvedimento della prefettura è risultato carente per l’assenza del pur minimo indizio concreto ed attuale da cui desumere il rischio di infiltrazioni nell’azienda da parte della criminalità organizzata, limitandosi a richiamare fatti molto risalenti nel tempo, in relazione ai quali la stessa Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona aveva richiesto a suo tempo l’archiviazione. «Una sentenza che da giustizia alla nota azienda marchigiana – continua la nota della Senesi Spa – e che proprio per aver denunciato apertamente tentativi estorsivi e di malaffare è stata oggetto di diversi attentati incendiari».

Da noi la mafia non esiste!!