Sciapichetti: “No alle trivellazioni
nell’Adriatico”
MARE - L'assessore ha ribadito la sua posizione nel corso dell'incontro con i presidenti di Regione alla Fiera del Levante
«Le Marche sono contrarie a nuove trivellazioni nell’Adriatico e nello Ionio». Lo ha ribadito, oggi, a Bari, alla Fiera del Levante, l’assessore all’Ambiente ed Energia, Angelo Sciapichetti, nel corso dell’incontro con i presidenti delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Puglia. Una riunione che segue quella del 24 luglio scorso a Termoli e convocata per programmare iniziative istituzionali congiunte sul tema delle trivellazioni. Hanno partecipato i presidenti Marcello Pittella (Basilicata), Paolo di Laura Frattura (Molise), Luciano D’Alfonso (Abruzzo), Mario Oliverio (Calabria), Michele Emiliano (Puglia) e Sciapichetti per le Marche. Al termine si è svolto un incontro con le associazioni ambientaliste.
«Le Marche hanno ribadito la propria contrarietà a ogni ulteriore progetto e attività di trivellazione, ricerca e coltivazione di idrocarburi nei nostri mari – afferma Sciapichetti – Ho comunicato che martedì (22 settembre) l’Assemblea legislativa voterà la richiesta di referendum abrogativo dello sblocca Italia e decreto sviluppo che disciplinano la ricerca e la coltivazione degli idrocarburi in mare e in terraferma. I quesiti sono stati concordati, all’unanimità dalla conferenza dei presidenti dei Consigli regionali e devono essere approvati, in forma identica, da almeno cinque Assemblee regionali, per la validità della richiesta di referendum». Secondo l’assessore, «la conferenza delle Regioni deve riprendere il confronto con il governo centrale per una diversa attribuzione delle competenze in materia energetica. Le comunità locali non possono subire provvedimenti che vanno a discapito delle strategia di crescita e sviluppo dei territori. La strada che le Regioni intendono percorrere è quella tracciata nel Manifesto di Termoli: preoccupazione per lo sviluppo incontrollato delle attività estrattive, valorizzazione delle fonti energetiche alternative, scelte condivise attraverso la costituzione di una cabina di regia tra gli organi dello Stato e le comunità regionali. Altre strade non sono percorribile, perché le regioni costiere non sono disponibili a mettere a rischio i propri litorali, subendo interventi invasivi nelle aree marine». Sciapichetti ha auspicato un accordo e una condivisione delle strategie a livello “adriatico”, coinvolgendo anche i Paesi rivieraschi , in conformità con i trattati internazionali: «È chiaro che un’azione incisiva e una politica di tutela della ricchezza del mare non possa prescindere da accordi e collaborazioni internazionali, perché l’Adriatico è un mare chiuso e comunque non indifferente rispetto a quanto accade nell’altra sponda. A Bari è emersa la volontà di delineare una strategia comune e di rafforzare le decisioni a salvaguardia delle nostre comunità».

L’ENI ha fatto ricerche nel Mare del Nord sulle coste della Gran Bretagna, Irlanda, Svezia, Norvegia, Olanda. Nessun movimento di questi paesi ha ostacolato l’opera degli impianti di perforazione. Inoltre la tecnologia molto avanzata della nostra Società Petrolifera non ha creato problemi di inquinamento. La riunione di Bari è un insulto allo sviluppo del Sud Italia fatta poi in occasione della Fiera del Levante. Enrico Mattei.. perdonali non riusciranno mai ad essere politici di un grande paese, ma sempre dipendenti energeticamente dai paesi sopra indicati. Ivano Tacconi capo gruppo Udc Comune di Macerata.
Ma poi la bolletta del gas, sarebbe più leggera?
Da quello che leggo, ma posso sbagliare, sembra che il gioco non vali la candela ovvero la quantità di idrocarburi che verranno estratti non valgono il costo dell’impianto. Io però penso una cosa, questi soldi non li possiamo spendere in ricerca per trovare energie alternative gratuite? Mi vengono in mente le ricerche di Tesla per esempio.
…Se voi suonerete le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane…..
Un assessore di lotta e di governo
🙂 🙂 🙂 🙂