Punture d’insetti velenosi,
campagna informativa
al pronto soccorso
SALUTE - I pazienti potranno trovare del materiale informativo negli ospedali di Civitanova, Macerata, Fermo e Ascoli. La collaborazione ha l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei cittadini su questa tipologia di allergia e sulle appropriate terapie per i pazienti a rischio
Civitanova partecipa alla prima edizione della campagna d’informazione “Punto nel Vivo”, con l’obiettivo di far conoscere al pubblico l’esistenza, le caratteristiche e le terapie delle reazioni allergiche da punture di imenotteri. Un “ordine“, quello degli imenotteri, che comprende oltre 100mila specie d’insetti, tra i quali, i più noti e comuni sono api, vespe e calabroni. «Sono oltre 5 milioni gli italiani che ogni anno vengono punti – dichiara Stefano Pucci, direttore dell’ U.O.C. Allergologia di Civitanova – ma si stima che l’’allergia al veleno di imenotteri possa provocare reazioni locali estese (dal 2,4% al 26%) o reazioni sistemiche più o meno gravi (dall’1% al 8,9%) di tipo respiratorio e cardiocircolatorio che si possono complicare fino alla morte: circa 10-20 decessi all’anno accertati in Italia. Sicuramente l’esposizione a questi insetti e ricevere punture ripetute con un breve intervallo di tempo è il primo fattore di rischio per sviluppare una allergia al veleno. È indispensabile che non solo gli apicoltori, ma anche giardinieri, agricoltori e più in generale chi svolge attività in campagna o nei boschi, conosca questa allergia e sappia come comportarsi in caso di reazioni allergiche. Durante la stagione estiva, anche tutti gli amanti delle attività all’aria aperta, come ad esempio escursionisti e ciclisti, diventano soggetti a rischio per questo tipo di allergia. Va sottolineato inoltre che gli anziani e i cardiopatici in caso di reazioni gravi come lo shock anafilattico, hanno una ridotta capacità di recupero. È importante riconoscere le diverse reazioni che si possono sviluppare a seguito di una puntura. Se, dopo una puntura, si rileva un gonfiore di pochi centimetri e che sparisce nell’arco di poche ore si sta semplicemente sviluppando una reazione normale al veleno dell’imenottero. Se invece il gonfiore supera i 10 cm di diametro, più o meno la dimensione del palmo della mano, e persiste per oltre 24 ore è consigliabile rivolgersi a un allergologo».
L’iniziativa “Punto nel vivo” è promossa dai “25 esperti” che fanno riferimento ai principali Centri Allergologici Specializzati nella diagnosi e terapia dell’allergia al veleno di imenotteri, patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus – Federazione Italiana Pazienti (www.federasmaeallergie.org) e realizzata con il contributo incondizionato di Alk-Abellò (www.alk-abello.it).“ Punto nel vivo, flyer e poster in oltre 150 pronto soccorso italiani Per tutti i mesi estivi verrà diffuso in oltre 150 pronto soccorso italiani materiale informativo sulla allergia al veleno di imenotteri, con l’obiettivo di favorire la conoscenza di un idoneo percorso diagnostico e terapeutico, realizzabile attraverso una stretta collaborazione tra personale del pronto soccorso e specialista allergologo. «Se consideriamo tutte le reazioni allergiche più gravi che arrivano al pronto soccorso indipendentemente dalla loro causa – prosegue il Pucci – una quota considerevole, che arriva fino al 34%, è causata dal veleno di imenotteri. Pur non esistendo dati epidemiologi italiani certi, secondo uno studio americano analizzando la tipologia delle reazioni allergiche da punture di imenotteri che richiedono l’accesso al Pronto Soccorso, si ha uno spaccato che vede nell’accesso al pronto soccorso circa il 58% delle reazioni locali, il 42% di reazioni sistemiche di cui 18% di grado severo. Con la campagna Punto nel Vivo i pazienti potranno trovare del materiale informativo presso i pronto soccorso di Civitanova , Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. La collaborazione con i pronto soccorso presenti sul territorio ha l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei cittadini su questa tipologia di allergia e sulle appropriate terapie per i pazienti a rischio. La prima è l’adrenalina autoiniettabile, un presidio salvavita, che l’allergico a rischio di reazione sistemica grave deve avere con sé e saper usare in caso di reazione grave, così da poter guadagnare il tempo necessario per allertare il pronto intervento ed eseguire, presso le strutture idonee, le terapie del caso. L’altro messaggio di fondamentale importanza è che esiste una cura per queste allergie. Si tratta dell’immunoterapia allergene specifica, il cosiddetto “vaccino” che è in grado di garantire nei pazienti allergici ,sin dalle prime somministrazioni, una protezione pressochè totale in caso di ripunture». Punto nel vivo ha la prima pagina Facebook dedicata all’informazione sulle reazioni da punture di imenotteri è una piazza virtuale dove le persone, con pochi click, potranno trovare informazioni semplici e pratiche per conoscere gli imenotteri, distinguere una reazione normale da una reazione allergica, valutare la sua gravità, comprendere quando è necessario avere a disposizione e come utilizzare l’adrenalina autoiniettabile, presidio salvavita, e conoscere le indicazioni per essere sottoposti all’immunoterapia allergene specifica (AIT), unica terapia in grado di “curare” questa allergia.
Punture da imenotteri i consigli degli esperti: 1. Se venite punti da un’ape ricordatevi che il pungiglione è seghettato e quindi rimane infisso nella sede della puntura. Poiché nel caso dell’ape al pungiglione resta attaccata la vescicola velenifera, è opportuno estrarlo nel più breve tempo possibile per ridurre la dose di veleno iniettata. A tal fine ci si dovrà aiutare con una punta smussa (anche l’unghia) attuando un movimento dal basso verso l’alto; non andranno utilizzate pinzette o tantomeno afferrare sacca velenifera e pungiglione tra le dita poiché strizzando il sacco velenifero posto alla base del pungiglione si inietterebbe tutto il veleno contenuto nella stessa. Terminata l’estrazione del pungiglione, applicare del ghiaccio. 2. I fattori che aumentano l’aggressività di api, vespe e calabroni sono principalmente: odori intesi (profumi), colori scuri dei vestiti, movimenti bruschi o rumori secchi quando ci ronzano intorno. Va inoltre ricordato che i giorni ventosi ci mettono più facilmente a contatto con gli imenotteri perché vengono abbassati i loro “corridoi di volo” 3. In caso di reazioni che durano più di 24 ore e con un diametro superiore a 10 centimetri è consigliabile una visita allergologica per stabilire se vi è una reattività allergica al veleno di imenotteri. Ricordatevi che è importante eseguire le prove allergiche non prima di 3-4 settimane dalla reazione stessa, per evitare false negatività. 4. In caso di reazione anafilattica mantenete la calma e allertate immediatamente il pronto intervento (il 118). Se avete con voi l’adrenalina autoiniettabile utilizzatela seguendo le prescrizioni del vostro medico. 5. Anche chi si sta sottoponendo all’Immunoterapia Specifica per veleno di imenotteri dovrebbe portare con sé l’adrenalina auto iniettabile almeno fino alla prima puntura di imenottero, per essere certi della protezione clinica da parte dell’immunoterapia.

per chi e’ sensibile e peggio alle punture di insetti ( api , vespe , calabroni , zanzare tigre ecc.ecc. ) il rimedio piu’ efficace e veloce e’ una bella spruzzata di ghiaccio spray. il veleno degli insetti sopracitati e’ criolabile , si annulla con il freddo . naturalmente x le persone con sensibilita’ elevata o con particolari patologie chiamare subito io 118.
Imenotteri, viperidi, amministratori locali, scorpioni, ragni, zecche ………. è lunga la lista dei velenosi da cui difendersi. Una battaglia persa in partenza.