A Kobane per portare aiuti,
Rosati fermato dall’esercito turco
CIVITANOVA - I militari hanno bloccato la carovana italiana di cui faceva parte anche il civitanovese. Dovevano arrivare nella cittadina liberata dall'Isis per consegnare medicine. I farmaci sono stati poi affidati alla popolazione curda del Rojava per farli portare a destinazione
di Laura Boccanera
L’esercito turco ferma la carovana per Kobane a Suruc, perquisizioni al gruppo italiano arrivato nei giorni scorsi per portare farmaci e sostegno alla popolazione siriana. Tra loro anche il civitanovese Andrea Rosati, 36 anni (leggi l’articolo) che ha vissuto da testimone diretto il controllo del territorio al confine con la Siria da parte delle forze armate turche che hanno bloccato un convoglio formato da un centinaio di volontari e attivisti, tra cui quattro parlamentari italiani e impedito alla missione di proseguire il suo cammino. La meta finale infatti era Kobane, la città liberata dall’Isis dove nei giorni scorsi ha trovato sepoltura anche il piccolo Aylan, il bambino divenuto il simbolo di un’emigrazione disperata, ora immagine che ha scosso la coscienza dell’Europa. Ma neanche una delegazione è riuscita ad arrivare sul posto. I turchi hanno impedito il proseguimento del cammino, ma non hanno fermato l’azione umanitaria. E’ Rosati stesso a raccontarlo grazie ad un cellulare col quale testimonia con foto e con messaggi la sua attività in quelle terre di confine. «Non ci hanno fatto passare – racconta – portavamo aiuti umanitari, ma non è stato concesso neanche alla delegazione di proseguire e raggiungere Kobane, portavamo soldi e medicine che abbiamo consegnato alla popolazione curda del Rojava per farli portare a Kobane che rimane un’isola tranquilla in mezzo alle devastazioni dell’Isis. I parlamentari che erano con noi in un altro bus sono stati perquisiti, qui c’è ancora molto da fare». La missione della carovana per Kobane ha toccato oltre a Suruc anche la città di Cizre e dovrebbe far ritorno in Italia entro venerdì.


Era prevedibile che i Turchi di Erdogan bloccassero gli aiuti ai Curdi. Ormai, l’unica scelta politica da fare è quella di sostenere il popolo russo che fisicamente è in Siria per salvare il culo anche a noi, pacifisti di merda e filo-Obamiani. Obama fa finta di combattere l’Isis, ma non bombarda il flusso di petrolio con camion che da Mosul arriva in Turchia e che è fonte di denaro per l’Isis. Pure la Chiesa cattolica è ormai allo sbando, spaccata tra filoarabi e crociati. Comunque, solo l’esercito russo è in Siria. Quindi, perché non tentare la via della Siria per aiutar i Curdi? Ssolo con le armi si ferma l’Islam combattente, che è poi in linea col Corano. Mi fanno ridere quelli che distinguono tra Islam moderato e Islam estremista. L’Islam è uno solo ed è quello del Corano, che giustifica pure l’azione dell’Isis. Comunque, ormai l’America di Obama non è più la nostra difesa contro il terrorismo. Siamo alla fine fisica dell’Occidente come civiltà. Siamo quindi costretti a guardare altrove. La Russia è quella che mi dà più garanzie.
ma dai. non li hanno fatti passare!!!!
che ingiustizia!!!!
che cattivi!!!
mica c’è la guerra lì!!!
Non mi fido, non sono sicura che qulla merce arrivi a destino, i turchi in questo non hanno un buon nome, spero vivamente che arrivi a Kobane.
Rapanelli.
Lei avrà letto, come me, e da fonti e siti attendibili e documentati pure fotograficamente (anche in rete circolano tante foto del sen. McCain in felici riunioni coi leader di codesti califfati o foto di armi ed equipaggiamenti USA in mano ai “terroristi”, o dichiarazioni di tanto di generali che lo denunciano pubblicamente), che ISIS, isil, primavere arabe e compagnie belle, sono tutte create e finanziate dall’occidente.
chi lo nega è solo un ingenuo imbecille che PREFERISCE continuare, comodamente a credere ai telegiornali e alla fata turchina.
Scusate la mia ignoranza, ma i profughi siriani, insomma quelli veri, fuggono dall’Isis da Assad o che altro?