Acqua: a Camerino si cambia
Accordo col Nera e arrivano i contatori
SERVIZI - Resta in sospeso il destino di Valli Varanensi, che in futuro non gestirà più le condotte idriche che portano l'acqua nelle case camerinesi, con l'affidamento all'Assm di Tolentino che ha destato perplessità nell'opposizione
di Monia Orazi
Una vera e propria rivoluzione nel settore dell’acqua è in arrivo a Camerino, in futuro saranno montati i contatori sino ad oggi inesistenti e sarà effettuato l’allaccio all’acquedotto del Nera, con cui l’ente ha già avviato una proficua trattativa. Sullo sfondo resta in sospeso il destino di Valli Varanensi, che in futuro non gestirà più le condotte idriche che portano l’acqua nelle case camerinesi, con l’affidamento all’Assm di Tolentino, che ha destato perplessità nell’opposizione (leggi l’articolo). Il sindaco Pasqui, durante la presentazione delle novità insieme al vicesindaco Roberto Lucarelli, ha ricordato come per i Comuni sia obbligatorio affidare ad un gestore unico, nel caso del maceratese Unidra, le reti idriche, per poi individuare un gestore operativo, tra quelli presenti all’interno del gestore, Assm, Assem e la stessa Valli Varanensi. “La minoranza dovrebbe frequentare di più il palazzo comunale ed informarsi e allora saprebbe come stanno davvero le cose per il servizio idrico”, ha spiegato il sindaco. “Il sindaco Giannella già nel 2003 con una delibera di giunta, diceva le stesse cose che dico io – ha sottolineato il primo cittadino – cioè che Camerino all’interno di Valli Varanensi non può valere soltanto il 3,65 per cento a livello di quote societarie, quando è il comune ad avere il maggior numero di utenze, che conferisce più soldi all’interno della società, poi la maggioranza del capitale sociale è di altri”. Questo concetto, con l’invito a rivedere le quote societarie dei Comuni aderenti a Valli Varanensi, in proporzione al numero di utenti, è stato espresso da Pasqui in una lettera inviata ai sindaci, presidente dell’Unione Montana Alessandro Gentilucci e vertici di Valli Varanensi, seguita da un sollecito, al quale quasi nessuno ha risposto, ad eccezione di pochi sindaci. Oggi la maggioranza di Valli Varanensi è per il 55 per cento dell’Unione Montana, il resto quote uguali di poco superiori al 3 per cento, dei comuni soci. La scelta del gestore doveva obbligatoriamente essere fatta entro il 12 settembre e allora la giunta si è orientata su Assm perché rispetto agli altri garantisce tariffe più basse, permetterà a Camerino di entrare in società e prenderà in carico il personale comunale sinora dedito all’acquedotto. “Hanno anche il telecontrollo che permetterà subito di segnalare i guasti, mentre oggi come accaduto nell’ultimo guasto (leggi l’articolo), i dipendenti devono risalire personalmente il tracciato, per capire dove si trova il guasto. Assem è rispettabilissima, come cittadino il mio cuore ha guardato per primo a Valli Varanensi, ma non c’erano le condizioni, su questa società dovremo assumere ulteriori decisioni – ha concluso Pasqui – non abbiamo scelto Assm per via di tessere partitiche o perché il sindaco di Tolentino è Pezzanesi, per me la campagna elettorale è finita il giorno in cui sono stato eletto”. A ricostruire la storia dell’acqua a Camerino dal 2003 ci ha pensato il vicesindaco Lucarelli, richiamando la delibera della giunta Giannella in cui nel 2003 si chiedeva alla comunità montana di rivedere le quote possedute dai comuni, adeguandole al numero di utenti, oltre a due dichiarazioni degli amministratori comunali Bruno Tromboni e Clara Maccari. Secondo il primo la gestione dell’acqua ormai era persa per il comune, per la seconda nel 2006 non era opportuno ricapitalizzare Valli Varanensi ed affidare il servizio agli esperti del settore. “Chi ha fondato Valli Varanensi non ha avuto la volontà di farla funzionare – ha detto Lucarelli – si sta definendo un gestore unico a livello regionale, spogliando gli enti del governo del territorio, l’opposizione non può fare solo comunicati stampa, ma lancio l’appello a lavorare con la maggioranza affinché il modello di gestione sia provinciale”.

