Una mano al disagio mentale
con la rassegna del Sollievo
CINGOLI - E' tornata per il secondo anno consecutivo. “Opera Borderline” l’evento che ha attirato decine di persone arrivate nel centro storico

Gli artisti Andrea Marconi, a sinistra, ed Eugenio Morganti, a destra, nelle prime fasi di creazione delle loro opere
di Leonardo Giorgi
Psichedelia, arte, spettacolo in bilico tra la realtà e l’allucinazione. E’ tornata a Cingoli per il secondo anno consecutivo, la rassegna artistica “Malati di Niente” a cura della Rete del Sollievo di Jesi, associazione che da più di dieci anni si pone l’obiettivo di promuovere, di integrare o re-integrare nella società persone che soffrono di disagi mentali. Con il titolo “Opera Borderline” l’evento ha attirato decine di persone arrivate nel centro storico di Cingoli per la serata conclusiva dei mercatini del martedì 2015: nella suggestiva cornice del Piazzale Risorgimento, alcuni ragazzi frequentanti l’atelier artistico della Rete del Sollievo, con la partecipazione di Andrea Marconi, artista e collaboratore storico dell’associazione, e di Eugenio Morganti, artista contemporaneo e ritrattista di Cingoli, hanno dipinto dal vivo opere visionarie, realizzate d’istinto, ma con sapiente attenzione nell’uso dei colori e nella ricerca del significato.
“La rassegna artistica è stata curata in particolare dalle educatrici Laura Zappelli e Silvia Capitani – spiega lo psicologo Gilberto Maiolatesi, responsabile del distaccamento jesino della Rete del Sollievo – ed è incentrata sul sottile equilibrio tra la sanità mentale e la follia e soprattutto mostra quanto i nostri ragazzi possano valorizzare i loro talenti ed essere integrati nel tessuto sociale. La nostra associazione infatti, che da un paio di anni ha sede anche a Cingoli con un’utenza di circa 8-10 persone, cerca di combattere il pregiudizio verso il diverso, il “matto”, anche per permettere la nostra piena collaborazione verso quei giovani ragazzi e alle loro famiglie che, ai primi segni di disturbi mentali, non riescono ad accettare e chiedere il nostro aiuto”. Protagoniste dell’Opera Borderline, patrocinata dall’amministrazione comunale e con la collaborazione dell’assessore alle politiche sociali Martina Coppari, anche le sonorità space rock del Free Project Instrumental di Riccardo Pietroni alle tastiere, Paolo della Mora al basso e guidati dalla chitarra di Giuliano Cardella, il quale aveva già collaborato ad un simile progetto di arte assistita dalla musica lo scorso anno ad Hollywood, meritandosi le attenzioni della giornalista americana Jennifer K. Hugus del Los Angeles Beats.

