Lettera di un turista:
“I gioielli di Montecosaro
offuscati dalla sporcizia”
Alessandro Loschi, architetto di Udine, scrive dopo la visita al complesso di Sant'Agostino: "Fiaschi e bottiglie lasciati in terra con bicchieri di plastica intorno, porte aperte su stanze usate come magazzini ormai abbandonati, in cui è accatastato di tutto"
Da Alessandro Loschi, architetto di Udine, riceviamo:
«Approfittando di alcuni giorni di vacanza nelle Marche, regione cara e conosciuta dalla mia famiglia in quanto figlio laureando all’Università di Urbino e moglie nel recente passato con laurea specialistica sempre presso l’Università di Urbino, in luoghi dove storia, cultura e paesaggio lasciano incantati, ho visitato alcuni paesi arroccati sulle colline. Uno in particolare, Montecosaro, in posizione panoramica conserva resti delle mura del XIV secolo e una struttura urbanistica seicentesca. La piazza principale del paese è ricca di edifici di pregio e ben conservati. Su un lato della piazza una piccola chicca architettonica il “Teatro delle Logge” e la Collegiata di San Lorenzo. Ho visitato quindi anche l’imponente complesso Agostiniano con la chiesa di Sant’Agostino e la sede anche del palazzo comunale. Purtroppo però all’interno del complesso, al piano terra nello splendido chiostro, mi assale l’idea di percorrere un retrobottega: gli ampi corridoi che distribuiscono gli spazi del piano sono cosparsi di mozziconi di sigaretta gettati a terra, vi è un vecchio congelatore con accanto un ventilatore, un carrello della spesa e scatoloni aperti di bottiglie di birra.
Analoga situazione si presenta in altri punti dell’edificio: fiaschi e bottiglie lasciati in terra con bicchieri di plastica intorno, porte aperte su stanze usate come magazzini ormai abbandonati, in cui è accatastato di tutto. Inoltre non ho potuto non “ammirare” i cassonetti per la raccolta differenziata e sedie di varia tipologia e materiale posizionati in prossimità dell’antica cisterna del chiostro: ciò che serviva a filtrare l’acqua piovana rendendola potabile oggi è accostata con profonda incuranza e negligenza a bidoni per la spazzatura. Conosco bene il periodo di crisi economica in cui viviamo, fortemente definito per una amministrazione pubblica dalla spending review; ma incuria, disattenzione e trascuratezza in un luogo simbolo porta al rischio di veder calpestate dignità e storia di una comunità; forse una ramazza ed un paio di buone braccia saggiamente consigliate sarebbero sufficienti a ridare il giusto decoro ed immagine al contesto».


Sarei curiosa di sapere come questo signore abbia potuto fotografare una zona del magazzino interdetta al pubblico…. misteri di monteco’!!!! 😉
Questa storia mi puzza…. Cmq Caro turista prima cosa io nn verrei mai nel suo paese a fotografare monumenti e poi stare a pensare di farci un articolo anke xke e’ una cosa da idioti seconda cosa lei nn si deve permettere di scrivere determinate critiche quando nn sa il perche’ di determinate decisioni. O perlomeno pubblicare foto ke nn la riguardino per lo meno su punti dove nn ce niente da visitare Tralaltro lei a fotografato e criticato guarda caso solo quello ke le faceva komodo e nn e’ andato a vedere cose ke realmente il comune ha tralasciato!! Per aver fatto una visita di passaggio nn si puo permettere di giudicare un luogo dove nn credo ci sia tutto il degrado ke lei descrive anke xke le attruzzature sul corridoio sono in uso del circolo per feste private e pubbliche ke si sono verificate nel periodo estivo e nn all abbandono cicche di sigarette nn ce sono quindi se lei le ha viste le e’ andate a cercare tralaltro puo capitare… Le do un consiglio invece di fotografare cose futili fotografi il paessaggio ke e’ molto meglio !!in italia ci sono cose ben piu gravi di un bidone appoggiato nel chiostro di un palazzo quindi Si godi meglio la vacanza la prox volta la saluta Dal presidente del circolo sottostante al comune
Un turista scrive di un posto bello, ma anche dell’incuria di alcuni posti, e subito viene offeso addirittura xchè fotografa monumenti……questa è follia……Non giustificherò mai il xchè di tanto “zozzo”. Chi usa cose x manifestazioni anzichè accatastarle come da foto,con lo stesso tempo le può accatastare + ordinate,oltre ad avere un acceso migliore x il prossimo riuso,così si riesce ha mantenere sani gli oggetti.
Il turista ci rende partecipi di una critica costruttiva. Ringraziamolo ed eliminiamo il degrado segnalato. Non esistono solo i rifugiati da aspettare e da accogliere a braccia conserte. Valorizziamo i bei luoghi marchigiani.