“Cena del Cuore”
per i bimbi cardiopatici del Camerun
L'INIZIATIVA - Prosegue la collaborazione tra Porto Recanati e il cardiochirurgo infantile Alessandro Giamberti all'insegna della solidarietà
di Donatella Donati
«Cose piccole, semplici ma de core» Così dice Pina Zaccari, che è la referente e l’animatrice di un numeroso gruppo di portorecanatesi e anconetani , famiglie e singole persone, che da nove anni partecipano alla “Cena del cuore” che riunisce tutti gli interessati a partecipare e a finanziare l’associazione di Milano “Bambini cardiopatici nel mondo”. La scelta del luogo su cui puntare per migliorare la qualità di vita dei bambini e sottrarli a morti precoci è stato il Camerun, in particolare la città di Shisong, che è dotata di un buon ospedale accanto al quale medici volontari guidati dal cardiochirurgo infantile Alessandro Giamberti collocano una struttura completa di tutte le strumentazioni per operare i bambini affetti da malattie cardiache congenite, il St. Elizabeth Cardiac Center. Semplicità e cuore sono anche secondo Alessandro Giamberti, che ha risposto ad alcune mie domande, l’essenza dell’attività svolta da lui e dai suoi collaboratori in questa remota parte dell’Africa a 1700 metri di altitudine, dove le condizioni climatiche avverse e la grande povertà mettono spesso a rischio la vita dei bambini. L’incontro tra Porto Recanati e Giamberti è nato dalla volontà di Pina Zaccari di dirigere l’operatività e l’interesse di tanti cittadini verso una nuova forma di beneficenza che miri alla creazione di strutture permanenti e di iniziative non isolate. “I portorecanatesi – dice Giamberti – rispondono alla chiamata di aiuto nei modi più vari, ma con la semplicità di chi sa avvicinarsi ai bisogni senza voler niente in cambio, senza esibizioni e senza inutili discorsi”.
Durante i mesi invernali piccoli gruppi partono per il Camerun a loro spese con l’intento di raggiungere le famiglie più povere e di creare strutture permanenti per ragazzi e ragazze. Così è nata la libera associazione “Orizzonti sportivi” che ha costruito un campo di calcio e uno di pallavolo ,dove fin da bambini ragazze e ragazzi possono avvicinarsi allo sport. Una animatrice di quest’ultima iniziativa è Patrizia Cannuccia, ex campionessa di volley e giocatrice dell’Ancona, oggi allenatrice, che porta a Shisong la sua competenza sportiva e la sua fiducia nell’uso corretto dello sport. Accanto ad Alessandro Giamberti c’è anche Rosanna Serena, che è diventata una sostenitrice del progetto dopo aver subìto un intervento al cuore difficilissimo nell’ospedale di San Donato Milanese su suggerimento e aiuto di Alessandro Giamberti. Gli è accanto a Porto Recanati come testimonial e sostenitrice. “Il problema dei trapianti di cuore – dice Giamberti – è oggi uno dei più importanti da affrontare perché è l’unica salvezza per moltissimi malati. I donatori sono sempre più rari ma è in crescita la ricerca sul cuore artificiale,che sta avanzando in tutti i centri del mondo e che rappresenta il traguardo per i futuri interventi ai cardiopatici. Sorride con speranza Giamberti dicendo queste cose. Il suo motto, quello lasciatogli dal padre che è morto quando lui era molto giovane,è di pensare più agli altri che a se stesso e il messaggio di fare del bene con spirito gratuito. Non potrebbe trovare collaboratrice migliore di Pina Zaccari che con le sue commedie in dialetto ricorda il passato e sveglia le coscienze del presente e che riunisce intorno a sé una quarantina di persone per mettere in scena i suoi godibili testi, pur nella difficoltà di reperire locali e sostegni pubblici. L’ultima sua opera, “Il Vicolo”, è andata in scena a Loreto parchè Porto Recanati non offre una sede adeguata alla voglia di teatro dei suoi cittadini, soprattutto giovani. Piccole cose ma grandi risultati: una tombola durante un viaggio di piacere, una raccolta di fondi attraverso una conviviale,una donazione inaspettata, tutto confluisce nella banca del soccorso per realizzare iniziative costruttive. Alessandro Giamberti , nato a Portorecanati, ha trovato nella sua città d’origine risorse inaspettate: questa è la nona volta che si fa la “Cena del cuore” e lui dice di sperare in una sua lunga storia. Gentile, cordiale e preciso nel discorso com’è, viene voglia di abbracciarlo per il suo essere esemplare nella vita e nella professione.



