Morte del carabiniere,
il collega rimane in carcere

TOLENTINO - Così si è espresso il tribunale del Riesame sulla richiesta dei domiciliari per Emanuele Armeni, accusato di aver ucciso il collega Emanuele Lucentini, in servizio a Foligno. La difesa farà ricorso

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L'appuntato Emanuele Armeni, accusato dell'omicidio del collega Emanuele Lucentini

L’appuntato Emanuele Armeni, accusato dell’omicidio del collega Emanuele Lucentini

Resta in carcere Emanuele Armeni, il carabiniere accusato di aver ucciso il collega Emanuele Lucentini nel cortile della caserma della compagnia di Foligno (leggi l’articolo). A deciderlo il tribunale del Riesame di Perugia. Tramite il suo legale, l’avvocato Marco Zaccaria, il carabiniere chiedeva di essere messo di domiciliari. A supporto della richiesta, era stata presentata una perizia balistica eseguita da un gruppo di consulenti dove veniva sostenuto che non era da escludersi l’accidentalità dell’esplosione di un colpo dalla M12 S2 in dotazione. La procura ha invece presentato in aula una simulazione di “incidente”, sostenendo, al contrario, che il colpo da quel tipo di arma, può essere esploso solo volontariamente. I giudici renderanno note le motivazioni della decisione entro 30 giorni o al massimo 45 giorni, nel frattempo la difesa presenterà il ricorso in Cassazione.

(Ma. Cen.)


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