di Leonardo Giorgi
Così come nel complesso di Stonehenge nel sud dell’Inghilterra o nelle Georgia Guidestones negli USA, la luce è protagonista di un altro evento dal sapore sovrannaturale e a tratti misterioso anche ad Apiro. Un evento che si ripete ogni anno il 25 maggio ed il 19 luglio e ha luogo nell’Abbazia di Sant’Urbano, chiesa di origini romanico-medievali. Costruita interamente in pietra e dedicata al santo protettore della città. Durante questi due giorni, alle prime ore del mattino, un fascio di luce proveniente da un piccolo foro sopra l’abside della struttura si proietta con estrema precisione su di un incisione in pietra a forma discoidale all’interno dell’edificio, posta sulla colonna a sinistra dell’entrata. Anche se almeno una delle due date, il 25 maggio (il giorno del calendario liturgico in cui si ricorda proprio Sant’Urbano) ha un evidente legame con l’abbazia, l’interpretazione del significato vero e proprio dell’incisione circolare illuminata due volte all’anno è ancora da chiarire. Per l’architetto Pacifico Ramazzotti il fascio di luce del 25 maggio è un omaggio a Sant’Urbano e probabilmente anche a papa Urbano IV, che nel 1256 introdusse la festività del Corpus Domini.
Il disco luminoso nell’oscurità della chiesa rappresenterebbe l’eucaristia. A prescindere dal corretto significato però, la magia del raggio di luce che si staglia tra le pareti dell’antica abbazia attira ad ogni occasione tanti curiosi del posto e turisti da ogni parte d’Italia. Alla celebrazione di ieri 19 luglio, era presente anche il sindaco di Apiro Ubaldo Scuppa: «Evento straordinario – racconta il primo cittadino – che ha attirato molte persone, ma bisogna lavorare per renderlo ancora più conosciuto. L’abbazia è una stupenda proprietà del comune di Apiro, anche se è sotto la diocesi di Fabriano». Il primo legame della chiesa di Sant’Urbano con Fabriano risale addirittura più di 500 anni fa, quando nel 1.442, venne accorpata all’abbazia di San Salvatore in Valdicastro di Fabriano almeno fino al 1.810. Importante centro di potere religioso e politico, la storia di Sant’Urbano è fitta di misteri ed enigmi che risultano ancora più criptici del fascio di luce proiettato due volte all’anno: sono numerose infatti le antichissime incisioni presenti tra le mura dell’abbazia il cui senso è ancora piuttosto vago agli esperti, tra cui alcune raffiguranti animali selvatici e scene di caccia condite da simboli esoterici come il pentacolo rovesciato.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
anche al monastero di fonte avellana
In mano a professionisti come voi rende di piu
È bellissima questa abbazia. Anche un po misteriosa!!
Qualche astronomo può ben spiegare la faccenda senza ricorrere al soprannaturale. Si può dire che il 21 giugno c’è il solstizio d’estate e che 27 giorni prima (27 maggio) e 27 giorni dopo (19 luglio) i raggi del sole hanno la stessa direzione rispetto alla Terra. E’ come se i raggi andassero avanti fino al 21 giugno e poi tornassero indietro. D’altronde 27 giorni è pressapoco la durata del ciclo della luna (circa 28 giorni).
Pura e semplice astronomia, niente fantascienza!
X Aldo Iacobini: peccato che la tua teoria della pura e semplice astronomia dia come risultato due date vicine ma diverse, infatti togliendo 27 giorni al 21 giugno si ha 25 maggio (giorno in cui si verifica l’evento) e non 27 maggio come da Te affermato, mentre aggiungendo 27 giorni al 21 giugno si ha 18 luglio (1 giorno prima dell’evento). Inoltre l’astronomia è una scienza molto precisa e non permette che una fase lunare normalmente di 28 giorni diventi di soli 27 per l’occorrenza. In più c’è un altro fatto: un anno solare non è di 365 giorni precisi, ma 365 gg 6 h e qualche minuto, cosicchè con il passare dei secoli si avrebbe uno spostamento dell’evento di ore se non di giorni (nonostante si abbia l’anno bisestile ogni 4 anni), mentre se ho ben capito l’evento dell’abazia si verifica sempre lo stesso giorno e pressappoco alla stessa ora, per cui si deduce che oltre all’astronomia c’è anche qualcos’altro!!! e non intendo parlare per forza di cose di eventi miracolosi, ma di qualcosa di cui io non sò dare una precisa definizione.
Per Passeri: non sono un astronomo, quindi non posso essere più preciso. L’evento è misterioso perché non lo conosciamo, non c’è nulla di strano. Mi piacerebbe conoscere che cosa ne pensa l’ing. Domizi.
E’ lo stesso principio delle meridiane a camera oscura. Il sole penetra nel foro gnomonico con diverse angolazioni nell’arco della giornata.
Se la parete in cui è praticato il foro è abbastanza sottile (solitamente una lastra metallica) la luce entra per tutto il periodo di illuminazione della parete.
Ispessendo la parete del foro, si possono filtrare solamente i raggi provienti da determinate angolazioni.
Se desidero che i raggi solari entrino solamente in un determinato giorno e ad una determinata ora, debbo creare un foro lungo la retta che congiunge il punto da illuminare con la latitudine del sole in quel determinato giorno a quella determinata ora, e, lavorando sullo spessore della parete del foro, lascio passare solo
i raggi desiderati.
Il sole penetrerà due volte l’anno, in date simmetriche rispetto ai solstizi, una quando si va verso il solstizio d’estate ed una quando si va verso il solstizio d’inverno
(cioè quando il sole è a quella determinata latitidune).
Se il foro è fatto per far penetrare la luce solamente durante un solstizio avremo una sola illuminazione l’anno (i due punti coincidono).
Poiché i solstizi non avvengono sempre nella stessa data (20-21 giugno, 21-22 dicembre) perché l’anno tropico su cui si basa il calendario Gregoriano dura 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi (ogni 4 anni lo riallineamo, ma non nei fine secolo in cui le prime due cifre non sono perfettamente divisibili per 4) di conseguenza anche la luce nel foro può entrare in giorni non perfettamente simmetrici.