Artigiani disoccupati
ripuliscono Fonte Maggiore

MACERATA - Alcuni soci del circolo ricreativo di via Crispi hanno lavorato due giorni alla pulizia della Fonte, immersa nella melma e nei rifiuti. Dai muri sono state rimosse svastiche e croci celtiche disegnate con lo spray. Ora l'area è stata restituita alla città
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fonte maggiore

L’opera di pulizia della fonte storica


di Marco Ribechi

Cittadini volontari si prendono cura dei beni architettonici e storici abbandonati. L’antica fonte Maggiore, lasciata nel degrado e nella sporcizia, rivive grazie all’impegno del Circolo ricreativo pensionati che in questi giorni ha operato una pulizia completa delle vasche e dell’area circostante. Tolta la melma, la spazzatura e i rifiuti di ogni genere che si ammassano in uno dei luoghi simbolo della città.  «Dal 1998 il nostro circolo, che ha sede nella cantina di via Crispi (altro luogo storico), si prende cura una o due volte l’anno della fonte che altrimenti sarebbe lasciata al più totale degrado come avviene per le altre fonti storiche – dice Lucia Longhi, 26 anni – grazie all’impegno di mio padre, Lorenzo Longhi, presidente della cantina, alcuni soci volontari hanno iniziato l’opera e negli anni l’hanno tramandata anche alle nuove generazioni». La pulizia viene effettuata anche in previsione della consueta festa “Jo la Fonte” che quest’anno avrà luogo il 12 settembre. Il gruppo di volontari ha provveduto allo svuotamento delle vasche, alla rimozione della melma e del calcare, alla raschiatura dei residui e alla sistemazione di qualche coppo danneggiato.

cantina via crispi

La cantina di via Crispi, ovvero il Circolo Ricreativo Pensionati

Ora l’acqua è pulita ad eccezione di una delle vasche, su cui non è stato effettuato l’intervento perché danneggiata nella struttura. Necessita di un intervento prima della pulizia. «Il nostro circolo è frequentato da tanti artigiani che rappresentano il fiore all’occhiello per questo tipo di opere – continua la ragazza – Purtroppo a causa della crisi sono anche disoccupati ma hanno le capacità per operare su questi luoghi, ormai abbandonati e lasciati nella sporcizia. 4 lavoratori, coordinati da mio padre, che a causa di un’invalidità non può lavorare, si sono impegnati per due giornate piene, restituendo alla città un patrimonio per noi importante. A Macerata ci sono 44 fonti (leggi l’articolo), sono la storia idrica della città, vorremmo vederle di nuovo in buono stato. Penso ad esempio a fonte San Giuliano, a fonte Trippa, a fonte Agliana che addirittura era stata restaurata da Gabor Bonifazi  a sue spese, ora di nuovo completamente danneggiata». Prima della pulizia la fonte era completamente circondata dalla spazzatuta: «Abbiamo trovato di tutto anche perché le persone buttano rifiuti dall’alto, da viale Leopardi, danneggiando tra l’altro la struttura. Nell’acqua c’erano bottiglie, lattine e tronchi. Nei dintorni era pieno di feci animali, di spazzatura di vario genere e anche di siringhe. Ora abbiamo decespugliato l’area circostante e abbiamo chiesto al comune di ripulire le scritte fatte con lo spray. C’erano svastiche e croci celtiche, non proprio messaggi di amore, ora sono state rimosse». In cantiere c’è anche l’idea di aprire un’associazione per la tutela delle fonti storiche tramite la quali gli artigiani attualmente disoccupati potrebbero trovare un nuovo lavoro e fare la manutenzione a questo patrimonio storico abbandonato.

pulizia fonte maggiore 2015

immagine storica fonte maggiore

Un’immagine storica delle lavandare alla fonte



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