Cavalleria e Pagliacci in stile liberty
Il doppio volto del verismo

MACERATA OPERA FESTIVAL - Il regista Alessandro Talevi porta in scena il contrasto tra l’immagine esotica, idilliaca del Sud immaginato negli ambienti borghesi di fine Ottocento e inizi Novecento e la durezza della vita reale di quel mondo contadino fatto di riti arcaici, di drammi e disperazione. i capolavori di Pietro Mascagni e Ruggero Leoncavallo che tornano allo Sferisterio dopo l’ultima rappresentazione firmata da Massimo Ranieri nel 2003
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Rafael Dàvila in Pagliacci (Foto di Alfredo Tabocchini)

La scena finale di Pagliacci

La scena finale di Pagliacci (Foto di Alfredo Tabocchini)

È l’Italia vista da un figlio di italiani emigrati in Sudafrica quella che Alessandro Talevi porta in scena con Cavalleria e Pagliacci, quella idealizzata e immaginata dai racconti, delle storie dei genitori. La stessa immagine da cartolina, da sogno che spesso accompagna il pensiero che dell’Italia hanno gli stranieri, luogo di bellezza, di arte, d’idillio e felicità. Ma la bellezza, l’armonia e il folklore si scontrano con quelle che sono le storie reali, i drammi e i dolori di uomini, donne, nella vita di tutti i giorni.

Sarà questo il tema della seconda serata del Macerata Opera Festival sulla quale si alzerà il sipario domani, sabato 18 luglio alle 21. In scena allo Sferisterio la nuova produzione del dittico Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Il nuovo allestimento è a firma del regista italo-sudafricano Alessandro Talevi, al debutto allo Sferisterio. Con Talevi hanno collaborato Madelein Boyd alla scenografia, Manuel Pedretti ai costumi e Alessandro Verazzi alle luci.
Sul podio a dirigere l’Orchestra Filarmonica Marchigiana Christopher Franklin, già apprezzato a Macerata nel 2013, in Sogni di una notte di mezza estate, con Lella Costa. Anna Pirozzi e Rafael Dávila vestono i panni dei protagonisti delle due opere. Completano il cast Alberto Gazale, Chiara Fracasso, Elisabetta Martorana, Marco Caria, Pietro Adaini, Giorgio Caoduro, Andrea Cutrini, Francesco Solinas. Sul palco anche il Coro Lirico “V. Bellini” e i Pueri Cantores “D. Zamberletti”.

La ringhiera Liberty

La ringhiera Liberty

 “Come dice il narratore del Prologo di Pagliacci, ha cercato di dipingere uno squarcio di vita – dice Talevi – Questo vuol dire un brutale e sensuale ‘triangolo d’amore’ tra due amanti (tenore/soprano) e un povero disdegnato (il baritono) che finisce con uccidere uno (o due in Pagliacci) degli amanti”. È questa la doppia chiave che Talevi usa per mettere in scena i due titoli veristi: il contrasto tra l’immagine esotica, idilliaca del Sud immaginato negli ambienti borghesi di fine Ottocento e inizi Novecento del Nord Italia e d’Europa, e la durezza della vita reale di quel mondo contadino fatto di riti arcaici, di drammi e disperazione. Il doppio volto del verismo, secondo Talevi, che sceglie allora di raccontare quel mondo all’interno di una scena Liberty, un grande cerchio, ambientazione cristallizzata, trionfo di immobilità e centro greco entro cui l’azione il dolore prendono forma attraverso le vicende narrate e se in Pagliacci lo spettacolo nello spettacolo assume ancora di più i toni del grottesco nella scelta dei costumi, da questo cerchio/mondo ideale in Cavalleria è estromessa la donna, la traditrice, la fedigrafa Santuzza. Talevi ferma il tempo come in un quadro. La balaustra decorata al centro della scenografia è il filtro per il dolore che traspare dalle due opere.

Sul palco protagonista nei ruoli di Santuzza e Nedda è Anna Pirozzi. Il soprano debutta al Macerata Opera Festival nel pieno della sua maturità: a questa prova, seguiranno i debutti nell’Aida diretta da Noseda al Teatro Regio di Torino e, a inizio 2016, il debutto al Teatro alla Scala di Milano, nella parte di Lucrezia Contarini ne I due Foscari. Soprano versatile ed espressivo, voce rivelazione del Festival di Salisburgo nel 2013, dove si è esibita in Nabucco diretta da Riccardo Muti, il suo repertorio spazia dalla parte di Amelia in Un ballo in maschera, debuttata al Teatro Regio di Torino, a Tosca, Leonora nel Trovatore, la Contessa nelle Nozze di Figaro e Desdemona nell’Otello di G. Verdi

Alessandro Talevi

Alessandro Talevi

CAST – Direttore: Christopher Franklin, regia: Alessandro Talevi, scene: Madeleine Boyd, costumi: Manuel Pedretti, disegno luci: Alessandro Verazzi, Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, Coro Lirico Vincenzo Bellini, Pueri Cantores “D. Zamberletti”

Cavalleria rusticana – Santuzza: Anna Pirozzi, Turiddu: Rafael Dávila, Alfio: Alberto Gazale, Lucia: Chiara Fracasso, Lola: Elisabetta Martorana

Pagliacci – Canio / Il Pagliaccio: Rafael Dávila, Nedda / Colombina: Anna Pirozzi, Tonio / Taddeo: Marco Caria, Beppe / Arlecchino: Pietro Adaini, Silvio: Giorgio Caoduro, Contadino: Andrea Cutrini, Contadino: Francesco Solinas

CORSI E RICORSI STORICI – Cavalleria rusticana torna allo Sferisterio per la quinta volta: il debutto nel 1969 con un allestimento firmato dal regista Maria Sofia Marasca e diretto da Armando Romano. Gastone Limarilli e Carla Ferrario sono i primi Turiddu e Santuzza, che divono la scena con Gloria Foglizzo (Lola), Giovanni Ciminelli (Alfio) e Franca Mo-retti (Mamma Lucia). La prima Cavalleria rusticana maceratese però non è accompagnata da Pagliacci, ma da due balletti: La giara e Il principe Igor. Il dittico verista si compone per la prima volta allo Sferisterio nel 1981, quando sul palco cantano Giorgio Merighi (Turiddu), Angeles Gulin (Santuzza), Giampiero Mastromei (Al-fio), Wilma Borrelli (Lola) e Maria Grazia Allegri (Lucia) diretti da Carlo Franci in uno spettacolo di Fausto Cosentino. Nel 1986 il direttore è Nicola Rescigno, mentre la regia delle due opere è affidata a Ivo Guerra; Bruna Baglioni e Giorgio Merighi sono i protagonisti di quella Cavalleria. L’ultima rappresentazione del capola-voro di Mascagni allo Sferisterio è del 2003 a cura di Massimo Ranieri che firma eccezionalmente una regia operistica con Piergiorgio Morandi sul podio. Nel cast Anna Maria Chiuri, Marianna Cappellani, Luis Lima.
Pagliacci fa il suo debutto a Macerata solamente nel 1981 con Carlo Bini e Ilva Ligabue nei panni di Canio e Nedda mentre Juan Pons è Tonio. Nel 1986 i protagonisti della nuova produzione sono Adelaide Negri e John Rawnsley, mentre nell’ultima rappresentazione del 2003 calcano vediamo al centro della scena Amarilli Nizza, Nicola Martinucci e Alberto Mastromarino.

 

 

Carla Moreni

Carla Moreni

FESTIVAL OFF – Dopo il grande avvio con la lectio magistralis di Vito Mancuso al teatro Lauro Rossi che ha fatto registrare il tutto esaurito (leggi l’articolo) e il debutto con Rigoletto, sabato 18 luglio in attesa della nuova produzione del dittico verista Cavalleria rustica-na/Pagliacci, i capolavori di Pietro Mascagni e Ruggero Leoncavallo che tornano allo Sferisterio dopo l’ultima rappresentazione firmata da Massimo Ranieri nel 2003. Come di consueto, sono molteplici gli appuntamenti del Festival Off che nutrono l’anima di Macerata tra musica, incontri e brindisi conviviali. Alle 12 agli Antichi Forni secondo dei dodici Aperitivi Culturali della stagione con il critico de Il Sole 24 Ore Carla Moreni e il regista di Cavalleria rusticana/Pagliacci Alessandro Talevi dal titolo Cav&Pag, due schegge di vita. In particolare Carla Moreni affronta il rapporto tra vita reale e melodramma, visto che entrambe le opere traggono spunto da fatti di cronaca. Alle ore 17 è la volta di Fiori Musicali, il leggiadro appuntamento organizzato da Cesarina Compagnoni nella gentile atmosfera del parco di Villa Cozza in cui, in occasione delle serate d’opera, risuonano le arie più belle. Conclude il primo sabato di Festival Off alle ore 19 Pomeridiana, la rassegna curata da Adam Accademia Delle Arti Macerata. Dopo il viaggio in Irlanda è la volta della Francia; a guidarci nel percorso tra i “trois couleurs” della nazione di Debussy i clarinetti di Chiara Gambini e Simone Polenta.

 

 



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