Il Teatro Lab conquista il “Verdi”
POLLENZA - In scena Molto rumore per nulla di Shakespeare
di Walter Cortella
L’onda lunga della ricca stagione di saggi ha finito per lambire anche il “Verdi” di Pollenza, dove gli allievi del Teatro Lab, condotto da Carlo Victor Vitale, hanno interpretato Molto rumore per nulla di William Shakespeare, nella azzeccata riduzione dello stesso Vitale che ne ha curato anche la regia. La commedia, scritta nel 1599, è ambientata a Messina e quindi lo spettacolo inizia proprio con un balletto popolare che richiama immediatamente i colori e le atmosfere del nostro meridione, grazie al testo tradotto per l’occasione in siciliano e alla coinvolgente musica di Aquadia, di Lino Cannavacciuolo, assai ritmata, un mix di pizzica salentina edi taranta. In questo originale quadro d’apertura, i ragazzi dimostrano di trovarsi a proprio agio sia nella prova canora che in quella coreografica.Nella tragicommedia shakespeariana, l’elemento comico si fonde a quello più propriamente drammatico, rappresentato dalla finta morte di una delle protagoniste, la bella Ero (Giorgia Leonori), e dal complotto ordito da Don Juan (Roberto Carlini) per tentare di sviare la storia dal lieto fine cui, tuttavia, volge.
La vicenda è semplice, ma viene ad arte resa intricata grazie ad una serie di equivoci, di amori non corrisposti, di gelosie, di false dichiarazioni, scambi di persona e quant’altro ma alla fine, sebbene con qualche piccolo trucco, l’amore trionfa e quindi tutto il rumore creato intorno a questa vicenda sentimentale si dissolve in un nulla di fatto, come nebbia al sole. E così, Claudio (Michele Marinelli) può finalmente sposare la rediviva Eroe Benedetto (Emiliano Lombi), ruvido scapolo convinto e sdegnoso dell’amore e di chiunque vi si assoggetti, cede alle lusinghe amorose della ribelle Beatrice (Sabrina Saitta). Insomma, tutto è bene quel che finisce bene. Lo scontato lieto fine nulla toglie al valore di questa commedia breve e brillante che ha avuto grande fortuna nel teatro, restando per secoli una delle opere di Shakespeare più conosciuta ed amata dal pubblico. Dunque, Vitale bene ha fatto a sceglierla come prova finale dei suoi allievi del 1° anno, al debutto assoluto sulla scena. Diciamo subito che prova è stata superata a pieni voti, grazie anche al fondamentale contributo di alcuni elementi che hanno alle spalle una qualche esperienza teatrale, come Sarah Salvucci, Emiliano Lombi, Sabrina Saitta e Maria Lucernoni. Ma anche gli altri hanno fatto la loro bella figura.
Lo spettacolo è stato decisamente gradevole ed apprezzato dal pubblico. Il testo, di per sé divertente, ha offerto momenti di vera comicità, grazie anche al duo Salvucci-Crucianelli, nel ruolo di guardiani del prigioniero, nella caratterizzazione dei quali si è ben evidenziato il grande lavoro del regista. Certo, il cammino formativo di un attore è lungo, complesso e richiede grande impegno e costanza, ma sicuramente i «ragazzi» di Vitale, attore e regista di valore, hanno messo in evidenza buone qualità di base che lasciano ben sperare per il futuro del TeatroLabPollenza, che si avvale del sostegno del Comune e dell’Associazione Culturale «Massimo Romagnoli». D’effetto le musiche tratte da René Aubry. La scenografia, volutamente ridotta all’essenziale, e i costumi che richiamano la primavera sono stati realizzati in seno al laboratorio da Cosanosta.
(Foto di scena di Franco Tomassini)

