L’inquinamento acustico disturba gli uccelli
Lo studio di una recanatese vince il premio L’Oreal-Unesco
RECANATI - Nadia Pieretti, etologa dell'Università di Urbino ha ottenuto una borsa di studio da 15mila euro: "Sceglierò un'area di studio nelle Marche, forse il Monte Conero"
di Marco Cencioni
Uno studio sul paesaggio sonoro e sull’impatto dell’inquinamento acustico sul canto e sul benessere degli uccelli premia la recanatese Nadia Pieretti, una delle cinque vincitrici del premio “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza”. La 32enne etologa si è aggiudicata l’ambìto e prestigioso riconoscimento che prevede il conferimento di cinque borse di studio del valore di 15mila euro ciascuna a ricercatrici d’età inferiore ai 35 anni, residenti in Italia e laureate in discipline nell’area delle scienze della vita e della materia. La maceratese, assegnista di ricerca del dipartimento di scienze di base e fondamenti dell’università di Urbino, è stata premiata nei giorni scorsi durante una cerimonia all’università di Milano alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia, dell’amministratore delegato di l’Oréal Italia Cristina Scocchia e del professor Giovanni Puglisi, presidente della commissione nazionale per l’Unesco.
«E’ stata una grandissima soddisfazione – afferma Nadia Pieretti – In Italia di ricercatrici brave e giovani ce ne sono tante. In passato sono state premiate principalmente le ricerche in campo medico e farmacologico, il mio lavoro esplora un campo totalmente differente». Il progetto di ricerca proposto riguarda la valutazione dell’impatto del rumore su comunità di uccelli. «Partirà entro la fine dell’anno, durerà dieci mesi e alla fine ci sarà il resoconto sull’attività svolta – racconta la dottoressa recanatese – lavorerò con il mio gruppo di ricerca ad Urbino, dato che ho firmato un preaccordo con il dipartimento che prevedeva, in caso di vittoria, la loro ospitalità. Ora dovrò scegliere un’area studio, sicuramente una di quelle protette delle Marche, probabilmente il Monte Conero. Devo però ancora valutare e verificare se il posto è adatto».

Foto di gruppo per le premiate in compagnia del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, dell’ a.d. di l’Oréal Italia Cristina Scocchia e del professor Giovanni Puglisi, presidente della commissione nazionale per l’Unesco.
Ma in cosa consiste, principalmente, il progetto che è risultato vincitore di questo premio così importante?
«In pratica, ci si rende conto più del silenzio che del rumore, concetto che vale anche per gli animali – spiega la Pieretti – quindi intendo studiare il paesaggio sonoro in aree protette, per valutare l’impatto dell’inquinamento acustico sulle dinamiche canore e sul benessere di comunità di uccelli nella vicinanza di tratti stradali. L’analisi permetterà di individuare le specie più sensibili, quelle che tendono di più a soffrire l’inquinamento acustico».
La Giuria, che ha scelto di dare il riconoscimento al lavoro della dottoressa recanatese, è presieduta dal professor Umberto Veronesi. Ne fanno parte l’etologo Enrico Alleva, direttore del reparto di neuroscienze comportamentali all’istituto superiore di sanità, Mauro Anselmino, professore di fisica teorica dell’università degli studi di torino, Mauro Ceruti, professore ordinario di logica e filosofia della scienza presso l’università IULM, Maria Benedetta Donati, coordinatore scientifico laboratori di ricerca dell’università cattolica di Campobasso, Cristina Emanuel, direttore scientifico l’Oréal Italia e Marcella Motta, professore di fisiologia e membro effettivo dell’istituto lombardo accademia di scienze e lettere.

Ridurre l’inquinamento acustico significa sostanzialmente combattere il traffico veicolare (auto, moto, etc.). Si ha dunque a che fare con i produttori dei veicoli a motore (Fiat et alia) : si riuscirà nell’impresa? Mah!