“Obiettivo sul fronte”, all’ex Upim
gli scatti di Carlo Balelli

MACERATA - Taglio del nastro per l'esposizione degli scatti del fotografo di guerra maceratese

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Il taglio del nastro nei locali delll’Ex Upim: da sinistra il prefetto Giardina, Emanuela Balelli, Romano Carancini e Nicola Di Monte

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Il prefetto Pietro Giardina in visita alla mostra

 

L’ex Upim riapre i battenti, naturalmente non per la mensa universitaria, progetto che sembra ormai definitivamente affossato (leggi l’articolo) ma per l’appuntamento con la storia e in particolare con il centenario della Grande Guerra che rivive negli scatti del maceratese Carlo Balelli, capaci di fermare il tempo.La mostra “Obiettivo sul Fronte. Carlo Balelli e le squadre fotografiche militari nella Grande Guerra ” è stata inaugurata questa sera. In molti attendevano l’apertura sotto gli ombrelli all’ingresso.
Dopo il rituale taglio del nastro, la sala si svela e mostra a cosa sono serviti i lavori che da giorni interessavano l’ex Upim, incuriosendo molti maceratesi. Attraverso un gioco di pannelli e colori, i locali sono stati trasformati e valorizzati con un gioco di corridoi e intrecci.
Alle pareti, sorprendenti, ricchi di aneddoti e curiosità che alcuni visitatori si scambiano osservando, i tanti piccoli capolavori di Carlo Balelli, in rigoroso ordine cronologico, a partire dal 1914 quando, da poco arruolato nel Battaglione Dirigibilisti del Corpo specialisti del genio, è destinato alla sezione fotografica di Monte Mario, per passare poi a quando è primo operatore della squadra fotografica e per tutto il 1919 quando fa parte della Commissione delimitazione confini.

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Emanuela Balelli

«Solo una piccola parte di scatti – sottolinea Emanuela Balelli – rispetto al fondo di oltre 2mila pezzi conservato in parte alla Biblioteca Statale, in parte alla Mozzi Borgetti e in parte dalla famiglia. Questa è un’occasione per valorizzarne la figura. Inoltre la Prefettura ha scelto il Centro Studi Balelli come referente per la commemorazione del centenario».

La mostra, che si avvale anche del sostegno della Regione Marche, rimarrà aperta fino al 28 giugno, è suddivisa in diverse sezioni tematiche tra cui la guerra in montagna, la trincea, i bambini soldato, scene di guerra sull’Isonzo, il ripiegamento delle linee sul Piave dopo la battaglia di Caporetto, le truppe alleate, le macerie nei campi di battaglia per arrivare alla firma dei trattati con l’Austria del settembre 1919.

Alla mostra è affiancato un catalogo, edito e curato dal Centro Studi, che presenta circa 300 foto e raccoglie il lavoro di ricerca del Comitato scientifico.

(a.p.)

(foto Andrea Petinari)

 

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Il sindaco Romano Carancini

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Irene Manzi dopo l’inaugurazione della mostra

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Il prefetto Giardina e il questore Porto

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