Proteste contro la chiusura del tribunale,
cinque avvocati sotto accusa
CAMERINO - La procura di Macerata contesta i reati di tentata violenza privata e danneggiamento perché venne sistemato del silicone e messe delle catene ad una porta del tribunale. Per diversi indagati c'è stata invece la richiesta di archiviazione
Processo per cinque avvocati che protestarono contro la chiusura del tribunale di Camerino: la procura contesta loro i reati di tentata violenza privata e danneggiamento aggravato. I fatti risalgono al 13 settembre del 2013 quando a Camerino vi furono proteste nel giorno in cui il tribunale venne chiuso e i dipendenti della ditta Ercoletti vennero ostacolati nel fare il trasloco. La procura di Macerata da un lato ha chiesto l’archiviazione per tutte le persone che erano sotto indagine per violenza privata perché avrebbero ostacolato i dipendenti che erano al lavoro per fare il trasloco. Non sono emersi elementi che consentissero di comprendere chi abbia avuto responsabilità nel tentativo di fermare i dipendenti. Dall’altro lato è distinto il discorso per le persone, in tutto cinque, che avrebbero messo del silicone su alcune porte del tribunale di Camerino che avrebbero bloccato usando delle catene in modo da non far passare gli operai della ditta di traslochi. Per loro le indagini sono state chiuse e il processo è stato fissato il 13 gennaio del prossimo anno. Per tutti i reati contestati sono di danneggiamento e tentata violenza privata. All’inizio dell’indagine erano 19 le persone indagate tra avvocati, praticanti, dipendenti.
(Gian. Gin.)
