“Infermiere a domicilio come angeli”
Il ringraziamento di un paziente
CAMERINO - In seguito ad un brutto incidente Gianluca Gubinelli è stato costretto a letto per 7 mesi. Giunto quasi alla fine del trattamento commenta: "L'assistenza a casa mi ha aiutato più di qualunque farmaco"
Cura per il paziente e sorriso sulle labbra. Grazie a queste piccole ma importanti attenzioni le infermiere dell’Adi di Camerino – Assistenza domiciliare integrata – hanno aiutato Gianluca Gubinelli a riprendersi da un butto incidente motociclistico avvenuto il 23 agosto 2014. In una lettera di ringraziamento l’uomo esprime tutta la sua gratitudine per chi svolge con la massima professionalità un lavoro un po’ in ombra ma preziosissimo per la comunità:
«Vorrei ringraziare le infermiere dell’ Adi di Camerino che da ottobre 2014 fino al 29 aprile 2015 sono venute a domicilio per medicarmi le ferite causate da un incidente motociclistico. Lavoriamo nella stessa azienda sanitaria ed ogni volta che le incontravo, cariche delle loro borse, mi sono sempre chiesto: «Da chi andranno?». Ora l’ho scoperto, si recano da coloro che soffrono, bloccati su un letto ortopedico per mesi a causa di un incidente o di malattie invalidanti. Meritano tutti i miei ringraziamenti perchè tutte indistintamente hanno sempre dimostrato una grande professionalità accompagnata da un’immensa umanità, pronte ad ascoltare gli sfoghi o i malumori sempre con il sorriso sulle labbra. Quando si pensa alla sanità vengono in mente sempre cose negative o scarsa efficienza, invece loro dimostrano l’esatto contrario: si adattano a qualsiasi situazione cercando sempre di venire incontro a chi soffre e questo crea una tranquillità nel malato che, secondo me, funge da terapia meglio di qualsiasi farmaco. Sono venute a medicarmi sempre, anche quando fuori nevicava e le strade erano coperte di neve e gelo, perchè consapevoli che il loro operato era indispensabile per me e per tutti coloro che assistono. Inoltre voglio ringraziare Maricla Bacarani, la coordinatrice, che nonostante le pressioni quotidiane è sempre stata pronta ad accogliere tutte le richieste che in questi mesi le ho fatto per le variazioni di orari o altre esigenze. Onestamente mi dispiace di non accoglierle più nella mia casa, ma questo significa che una tappa della mia lunga riabilitazione si e’ chiusa e di questo un grande merito va a queste infermiere meravigliose, coraggiose, instancabili, dolcissime e impagabili: Sara Cruciani , Maria Rosaria Zolone, Arcangela Ciavarella, Mariella Righetti, Michela Pietrani. A voi la mia gratitudine».
