La marchesina e il poeta,
Corrado Augias ‘rivela’
l’amore proibito di Morrovalle
’Macerata Racconta’ apre con il tutto esaurito al teatro Lauro Rossi. Al centro il celebre giornalista che, professatosi ‘leopardiano’, ha presentato il ‘Il lato oscuro del cuore’, con un reportage storico sulla passione che unì Vincenza Roberti al Belli. Stasera all’Excelsior padre Maurizio Patricello, dalla ‘Terra dei Fuochi’

Corrado Augias
di Maurizio Verdenelli
‘Macerata racconta’, buona la prima! Corrado Augias fa il pieno al ‘Lauro Rossi’, di lunedì. I palchi tenuti chiusi prudentemente in attesa del sold out della platea si devono aprire precipitosamente sotto l’incalzare di una ‘marea’ salita alta fino al loggione, bissando il successo esagerato di Massimo Cacciari, lo scorso anno. “Il lato oscuro del cuore” (Einaudi) colpisce al petto il ‘popolo’ della rassegna maceratese che compie cinque anni di vita, con adesioni significative e crescenti. Così il direttore artistico Giorgio Pietrani scioglie un voto di ringraziamento allo stesso Augias che aveva tenuto a battesimo nel 2011 la manifestazione con una ‘lectio’ sulla Repubblica Romana -Macerata garibaldina magna pars- celebrandosi i 150 anni dell’Unità d’Italia. Spettinato, negligè, maglione nero, pantaloni in tinta, scarponcini, anche stavolta il celebre giornalista di ‘Repubblica’ tiene, a richiesta, lezione su un tema squisitamente territoriale. Non a caso ha tenuto a definirsi un ateo religioso come Leopardi “dal quale sono stato sempre influenzato”.
E con Macerata e ‘Il giovane Favoloso’, nella ‘lectio’, ieri sera in teatro, sono entrati pure Recanati, Roma, Rossini, Cingoli, Morrovalle e soprattutto la storia d’amore tra la marchesina Roberta Vincenzi e Giuseppe Gioachino Belli. Questione di cuore. “Una passione a metà tra il trionfo della carne e quella letteraria che produsse, quest’ultima, nel 1831 il ‘”Canzoniere amoroso” per la bella ‘sora Cencia’ com’era chiamata lei a Morrovalle mentre Peppe era il poeta. In un convegno sul tema a Morrovalle di tanti anni fa (tuttavia nel 2013 è stata la volta di un altro incontro su questo gossip dell’800) emerse che i due amanti clandestini s’incontrassero, non solo a palazzo Roberti, ma pure a Macerata in periferia: l’attuale via dei Velini. C’era da capirlo il più popolare dei poeti romani, anzi ‘romaneschi’: aveva sposato Maria Conti Pichi, ricca vedova, madre di un figlio, “donna brutta e di dieci anni più anziana di lui in tempi in cui questa differenza pesava molto più di adesso“. Matrimonio di convenienza cui il Belli ‘s’era aggiustato’. La signora aveva super relazioni sociali e il segretario di Stato, il cardinal Ercole Consalvi, essendo papa Pio VII, aveva trovato un buon posto al marito nell’amministrazione pontificia. “Addirittura da censore, capite!” rivela Corrado Augias che proprio ieri per il pubblico di Macerata Racconta ha rinunciato a vedere in diretta la prima puntata su Rai3 del suo programma ‘I visionari’.
Tuttavia, cosa c’azzecca l’altro grande Gioachino, il pesarese Rossini con ‘Peppe’ Belli? C’entra proprio perché –ha spiegato Augias- gli era stato messo in mano ‘Il Barbiere di Siviglia’ per qualche bella sforbiciata censoria, considerato lo ‘scandaloso’ comportamento del figaro rossiniano così poco rispettoso dei ruoli sociali. E Cingoli? C’entra con papa Francesco Saverio Castiglioni, salito al soglio come Pio VIII, nei cui confronti Belli ‘sparò’ versi ingenerosi e corrosivi. E il Grande Giacomo, infine? La marchesina andava e veniva con palazzo Leopardi così come a Roma frequentava il palazzo della ricca moglie del Belli. La quale, come puntualmente nei grandi classici del genere, aveva presentato lei la bella e colta marchesina al marito insoddisfatto. Infine, Leopardi: il poeta nella Capitale abitava a poche centinaia di metri da Giuseppe Gioachino “ e sono convinto che si conoscessero bene” ha detto Augias. Con elogio finale tutto per il recanatese il quale ottenuto il posto peraltro richiesto in Vaticano, alla fine l’aveva rifiutato non ritenendolo per lui dignitoso nonostante …fosse alla canna del gas in quanto a risorse economiche. “Che temperamento, Giacomo!”.
Al suo libro, il giornalista ha dedicato venti minuti non più, leggendo qualche breve passo e chiarendo come a spingerlo verso il tema del lato oscuro del cuore fosse stata la storia iniziale della psicoanalisi, con le donne al centro dell’osservazione, e sopratutto un’esperienza come inviato di ‘Repubblica’. “Quarantanni fa intervistai una prostituta. Il suo racconto, triste, in fondo banale ed uguale ad altri, era però tanto carico di drammaticità che alla fine mi esploso dentro ed è finito in questo volume”. Poi Corrado Augias si è concesso al pubblico. Sulle prime, cautamente “un quarto d’ora” poi ‘full time’ per tornare sulla prima decisione, dopo una specie di ring tra domande interessanti, altre scontate, altre ‘scopiazzate’, altre epocali, e dopo soprattutto l’intervento di una signora che l’aveva fatto gridare un po’ indignato: ‘Ora basta!’ riguardo ad una sua presunta (totalmente) debolezza nel condannare la pedofilia. A sostenere le buone ragioni di Augias, il pubblico che alla fine l’aveva sottratto dalle ‘grinfie’ dialettiche della spettatrice non convinta (nonostante l’evidenza, da dire) della risposta.
Soddisfatto ‘abbastanza’, si è invece detto, don Giuliano intervenuto su un tema caldo: quello della confessione in ordine all’universo femminile. Sul tappeto la sessofobia e la ‘blindatura’ psicologica del confessore, al pari di quella dello psichiatra. “Io non ho problemi” aveva esordito il sacerdote. Altro tema caldissimo, quello della teologia cattolica “che secondo il mio amico Vito Mancuso, religiosissimo, è totalmente da rovesciare: ha ragione, ma il problema è grande tanto che pure papa Francesco partito fortissimo su questa linea ha poi dovuto deflettere tenendo ferma la barra in ogni caso sui temi sociali”. Ancora ed infine un elogio per Macerata “che ama i libri e dove ci sono così tante biblioteche e librerie”, un occhio al passato “da cui veniamo” ricordando la storia, presente nel libro, della bella Giuliana andata sposa dopo la guerra con un abito ricavato dalla stoffa di un paracadute e ai suoi proponimenti di ‘ledere neminem’, di ‘invecchiare bene’ senza interferire negativamente con natura ed umanità, intorno. “Cosa significa per lei scrivere?”, una delle ultime domande. “Molto, moltissimo. Significa stare soli con se stessi e fare bilanci finali nell’ultimo tratto della tua esistenza”.
Stasera altro importante appuntamento proposto da Macerata Racocnta: dalla Terra dei Fuochi, Caserta ecco Padre Maurizio Patricello: “La Passione Civile. Non aspettiamo l’Apocalisse (Rizzoli)”. Al cinema Excelsior, dalle ore 21, introduce Roberto Acquaroli. Ieri Macerata Racconta’ aveva aperto, ancora al Lauro Rossi, nel foyer, con la mostra fotografica di Riccardo De Antonis, curata dai docenti dell’Accademia, Enrico Pulsoni e Pierfrancesco Giannangeli sulla famosa coreografa tedesca Pina Bausch: un’esposizione a far pendant, nell’altra sala del teatro con il meccanismo cinquecentesco dell’orologio dei fratelli Ranieri, ultima ‘meraviglia’ di Macerata.
L’amore de le donne
L’amore d’una donna io te lo do
a uso de quadrini e ssantità;
credilo sempre metà ppe mmetà.
Pijjelo, e ttira via come se pò.
Er bene che llei disce che tte vò,
e ttutte le sscimmiate che tte fa,
quarche vvorta ponn’èsse verità,
e cquarche vvorta e un po’ ppiú spesso nò.
Indove l’occhio tuo nun pò vvedé
ssi cce n’è un po’ de meno o un po’ de ppiú,
quint’azzecca, Matteo, quanto sce n’è.
Co le donne hai da fà ccome fai tu
quanno bbevi favetta pe ccaffè:
striggni le labbra, e bbon zuàr monzú.