Ecco Raci, l’Expo marchigiana
“In vetrina” il segreto di lunga vita

Il dirigente della Regione, Raimondo Orsetti: “Una grande manifestazione sulla quale abbiamo puntato molto. Trentanove delegazioni e 242 tecnici dalla Danimarca hanno chiesto di visitare il nostro territorio. Qui l'Italia è più Italia che altrove”. Antonio Pettinari: “Da venerdì' una grande festa globale, realizzata una mission impossibile. Tutti si sono rimboccati le maniche partecipando a titolo volontario e 'a sostegno'.” Romando Carancini: “Altro che Milano: le Marche avrebbero saputo fare meglio”

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L’intervento del presidente Antonio Pettinari durante la presentazione di questa mattina

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Da sinistra il sindaco Carancini, il dirigente Orsetti e il sindaco Fiordomo

di Maurizio Verdenelli

Non è l’Expo de ‘noantri’ -“se ce l’avessero fatto fare qui nelle Marche, altro che Milano!” è il ‘grido’ d’orgoglio sciovinista di Carancini. E’, dunque, la 31. Rassegna agricola del Centro Italia: la ‘Raci speciale’ che anticipa ed annuncia l’esordio delle Marche nella kermesse mondiale al via dal 1. Maggio. “E’ l’ultima chiamata -chiarisce il dirigente regionale, Raimondo Orsetti, amico personale del prof. Aldo Bonomi, anima ideologica e ‘guru’ di Expo- per l’evento del 29 prossimo: le Marche nel Padiglione Zero, in un contesto curato dal nostro grande scenografo Giancarlo Basili, con il docufilm di Mario Martone, il regista de ‘Il giovane favoloso’”. Quattro giorni più tardi ci sarà pure l’esordio di un altro grande scenografo marchigiano, Dante Ferretti che, se trascurato da MarchExpo nonostante i tre Oscar, è stato incaricato come noto da Milano del progetto delle due dorsali sulle quali si affacciano i padiglioni della rassegna. Un progetto che sembrava non dovesse veder mai la luce ma che grazie all’intervento del Presidente emerito Napolitano, vedrà la luce il 2 giugno.
Che qualcosa ancora non funzioni nella macchina organizzativa a Milano, non se lo nasconde neppure il dottor Orsetti, questa mattina presente alla ‘Sala Giovannetti’, a palazzo Studi di Macerata per il vernissage ufficiale della Raci a fianco di Antonio Pettinari (presidente della Provincia), i sindaci Romano Carancini (Macerata) e Francesco Fiordomo (Recanati), ‘bracci operativi’ della manifestazione, il presidente della Camera di Commercio, Giuliano Bianchi e l’assessore provinciale all’Agricoltura, Giovanni Torresi.

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Una rappresentanza de “Li pistacoppi”

All’Expo ‘de noantri’, eppure così preziosa perché riflesso di “un’Italia che è più Italia che altrove” (parola del sociologo Bonomi) non sarà certo insensibile l’Expo milanese non solo per il valore di manifestazione d’apertura maceratese ma anche per l’eredità di affetti che lascia e che idealmente Pettinari ha consegnato ai sindaci del territorio per fare ‘squadra’, ‘sistema’ e trovare risorse per le Raci prossime, future e progressive. “La Regione ha puntato con risorse importanti su questo evento, vetrina di eccellenze e di cultura. Valori ecosostenibili, armonia, operosità, un distillato di Marche autentiche” ha dichiarato Orsetti che ha rivelato di aver fatto strade interne da Ancona a Macerata per gustarsi il ‘paesaggio’ -tagliando evidentemente fuori dalla prospettive i colli sinistramente argentei del fotovoltaico, fenomeno dirompente che l’attuale Provincia ha saputo arginare. A Milano, la Regione al Plurale, quella dei centenari, della prospettiva lunga di vita, parlerà di sana alimentazione e della qualità dell’esistere come di un’esperienza propria. Rivela Orsetti: “Già trentanove delegazioni straniere hanno chiesto di visitarci, ed ora a queste s’aggiungeranno 242 tecnici dalla Danimarca. Nel Maceratese ‘porte d’ingresso’ saranno a Civitanova e all’Abbadia di Fiastra. Il caso Marche, in questo spaccato temporale di 7 anni di crisi e 4 di recessione, può essere definito dunque di rilevanza mondiale. In tale contesto i tre giorni di Raci rappresentano un focus di elevatissima testimonianza”.
Dice Pettinari: “Era una mission impossible, questa edizione Raci. Come si faceva senza una lira? Allora un grazie grande così alla Regione, a Macerata, Recanati che si è assunta onere di servizio contabile e ad altri comuni ancora, tra quali Treia che ha provveduto per tribune e gradinate in ferro in riferimento agli spettacoli di sport equestri. Grazie inoltre alla Camera di Commercio, alle associazioni di categorie, agli allevatori e a tutti. Che si sono stretti la cinghia, partecipando ‘a sostegno’ e volontariamente, senza richiedere un cent di legittimo rimborso. Un’ imponente cordata solidale a favore della nostra terra: diversamente non sarebbe stato possibile far nulla. Questa Raci è frutto interamente nostro, maceratese e regionale, dei sacrifici di chi vuole bene a questa terra, disposto a fare sacrifici, ad avere come compenso anche una semplice pacca sulle spalle. Ecco perché ce lo taglieremo da soli il nastro tricolore all’inaugurazione: da Roma, peraltro, arrivano tagli di ben diversa natura…tagli che fanno male perché intaccano i servizi alla gente”.

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Da sinistra l’assessore Torresi, i presidenti Bianchi e Pettinari, il sindaco Carancini, il dirigente regionale Orsetti e il sindaco Fiordomo

“Si starà bene a Macerata in questo week end” promette Carancini con abbronzatura da stadio dopo il trionfo della Maceratese. Ed ancora prima, alla vigilia del dì di festa, c’era stato il successo (“che ripeteremo”) dell’anteprima Raci ‘in piazza’ con i piccioni Acap e gli asinelli adorati dai bambini. C’è da parte del sindaco spazio anche per un elogio a ‘Li Pistacoppi’ (con la presidente Manuela Ruffini, ‘Siete un pezzo d’anima della città’) che alla sala Giovannetti fanno ballare il salterello alla dirigente dell’Istituto alberghiero Varnelli, Sabrina Fondato. La quale poco prima aveva promesso esperienze sensoriali del tipo ‘Il suono del cibo’ (ce ne sono molte altre ancora, interessanti) nel corner ‘Area dei Gusti’ all’interno del progetto Food&Land per Expo. Alla kermesse partecipa inoltre l’Istituto agrario di Macerata con un programma -ha spiegato la dirigente Antonella Angerilli- meno ‘legato al food e alle ricette’. Tuttavia ci sarà nell’Area incontri, l’appuntamento con ‘Vinodissea: l’astuzia, il segreto, il ritorno’ che unisce insieme diversi, intuibili generi”.
Ce n’è per tutti i gusti, seppure, come ha sottolineato Orsetti- il sancta sanctorum, o meglio più al passo coi tempi, l’hard core di Raci è il programma zootecnico con la gemma della razza bovina marchigiana. Memore, forse, dell’indicazione del glottologo francese Roland Barthes, per cui l’immagine è già un racconto, Fiordomo nel suo intervento ha fissato ‘il racconto della Raci’ nell’attimo irripetibile del Presidente della Provincia a fianco del toro vincitore della mostra nazionale di bovini di razza marchigiana. Seppure ci sia stato una volta un vincitore dal nome esterofilo: Vichingo, in compenso non sono mancati altri, dai nomi insospettabili data la mole formidabile dei titolari, come il poderoso e timido Usignolo dell’allevamento Marcolini di Pollenza.
Conf Raci_Foto LBLargo alla nostra, cara, tradizione zootecnica -che ci salva spesso la vita e ci rende più lunga che in altere regioni, come noto, la vita- largo a chi vorrà imparare a tosare le pecore e a tutto il resto. Largo alla musica sotto le stelle di mezzanotte (venerdì e sabato) con Musicultura; largo alle biodiversità e largo ai prodotti che appena ne parli si sciolgono in bocca: ciauscolo dop, miele, formaggi, ‘trota e verdicchio’ (show cooking a cura di Eredi Rossi Silvio di Sefro) polenta, porchetta, stinco, lonzini, salami e via elencando. Non solo: prodotti di nicchia come gelato al vegano, la birra artigianale e la canapa, a cura dello chef Marco Cartechini: una pizza dietetica.
Lanciata dal presidente di Copagri, Andrea Passacantando che ha poi curato una particolarissima ‘merenda marchigiana’ (sommelier Enzo Gironella) con la collaborazione dulcis in fundo di Enzo Mengoni, presidente nazionale dei panettieri, Cgia.
Il vernissage di Raci, oggi, è servito anche a fare conoscenza con il nuovo direttore di Coldiretti, Giordano Nasini: “No farmers no party” ha ricordato, apodittico. Senza produttori non c’è mai festa. In ogni caso, Raci ha pensato per una degna conclusione del ‘party’ trovandosi sul suo territorio ‘eccellenze’ come Romcaffè, Nuova Simonelli e Varnelli. Non mancherà tuttavia un doveroso approfondimento sul ‘cappuccino di qualità’. C’è quasi da perdere la testa nelle attività no stop che spaziano dalle api, ai cavalli allo sport e turismo, dal bio alle degustazioni di vino con varie aree: dal bar alle macchine agricole ai momenti del gusto e alla bellezza di ‘Mamma Asina’.
L’inaugurazione, autarchica, è prevista intanto alle ore 16 di venerdì. Seguirà: ore 17.30. Laboratorio del gusto: “Le crudità di primavera. Non le solite insalate’ a cura dei bio-agriturismiAgra Mater di Colmurano e Ponterosa di Morrovalle. Ore 18-22. Sfilata di apertura ed animazione equestre a cura di Aream in collaborazione con Fise. Ore 18,30. Show cooking: “Il quinto quarto di carne bovina della razza marchigiana” a cura dell’associazione provinciale Cuochi ‘Antonio Nebbia’. Ore 20,30-21,30. Degustazione gratuita di polenta a cura del Comitato Santa Maria in Selva (Treia). Ore 21.30-23-30. Musicultura. Roots&Song (Ensemble 21.30-23-30. Musicultura. Roots&Song (Ensemble musicale ‘la Compagnia’, direzione Piero Cesanelli). L’abbuffata è servita!

(foto di Lucrezia Benfatto)

 

 

 

 

 


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