Terroristi in manette a Civitanova:
“Brave persone, mai discorsi fanatici”

LE TESTIMONIANZE - Pochi li conoscevano i due pakistani arrestati questa mattina dalla Digos, uno era operaio, l'altro agricoltore. Sgomento nella via dove abitavano, nessuno si è accorto dell'operazione di questa mattina

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Via Cesare Battisti

Via Cesare Battisti

di Laura Boccanera

Sono sbigottiti in via Cesare Battisti, quartiere sud di Civitanova, notevolmente cambiato negli ultimi anni assumendo un aspetto multietnico, tra piccole attività gestite da stranieri e famiglie di seconda generazione. Sgomento fra gli italiani, ma anche fra gli stranieri per i due arresti di questa mattina (leggi l’articolo) operati dalla Digos e che hanno portato al fermo di Zubair Shar 37 anni e di Sher Ghani, 57 anni.

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Una fase dell’operazione che ha portato agli arresti

Tra le numerose abitazioni e appartamenti della via in pochissimi questa mattina hanno visto il blitz della Digos. I più ne hanno letto o sentito attraverso tv e web. Qui c’è un’alta densità di pachistani. I vicini sanno quali sono le palazzine abitate dai pachistani, ma nessuno li conosce direttamente o si ricorda di loro. Chi invece conosce Sher Ghani dal 1998 è un commerciante di frutta e verdura di corso Garibaldi. “Una brava persona, lavorava come operaio, ora il momento è difficile e non aveva lavoro, con lui c’è anche un figlio, anche lui lavora, una parte della famiglia invece è in Pakistan”. L’ultimo indirizzo conosciuto di residenza però non sarebbe via Cesare Battisti, ma via Cialdini, ma anche qui i più non si ricordano di lui. Meno conosciuto, anche se ogni tanto anche lui si era affacciato alla bottega di frutta e verdura del connazionale è Zubair Shar. Il commerciante ha il suo nome nel libro di credito ai clienti e si ricorda di lui: “faceva l’agricoltore, anche lui bravo, mai discorsi fanatici, era tornato dal Pakistan una settimana fa circa”. Il più giovane dei due arrestati, sul quale pende ora un’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina era anche in contatto, o comunque conosceva Faqir Ghani, il pakistano volontario della Croce Verde espulso a gennaio dal territorio nazionale nell’ambito di un’operazione contro il terrorismo.

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