Terroristi islamici in manette:
due presi a Civitanova
Nei piani un attentato a Papa Ratzinger

IL BLITZ - E' il frutto di una vasta indagine partita dalla Sardegna e che ha portato a 18 ordini di custodia cautelare. Nove gli arrestati, altrettanti sono ricercati. Le due persone finite in manette nella cittadina della riviera sono pakistani, uno di loro in contatto con Faqir Ghani colpito da un provvedimento di espulsione a gennaio. Nel pomeriggio terzo arresto a Porto Recanati
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Una fase dell’operazione che ha portato agli arresti

 

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di Gianluca Ginella

AGGIORNAMENTO DELL 19,35

Terzo arresto nel Maceratese per l’indagine sull’organizzazione terroristica islamista. Un pakistano di 46 anni è finito in manette oggi pomeriggio a Porto Recanati. L’uomo era riuscito a sfuggire al blitz di questa mattina ma nel pomeriggio è stato rintracciato e arrestato dalla polizia.

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Nove persone arrestate, altrettante sono ricercate perché ritenute affiliate ad un network terroristico di matrice islamica che ha organizzato attentai in Pakistan e altri ne ha pianificati in Italia, e con alcuni dei componenti che sembra fossero vicini ad Al Qaeda. La base operativo della presunta cella terroristica era in Sardegna ma gli uomini dell’antiterrorismo della polizia hanno operato oggi in diverse provincie italiane e hanno arrestato 18 persone.

Il procuratore Mauro Mura nel corso della conferenza stampa di questa mattina

Il procuratore Mauro Mura nel corso della conferenza stampa di questa mattina

L’operazione si è concentrata, oltre che a Sassari e Cagliari, anche a Macerata, Roma, Foggia, Frosinone. Due pakistani sono stati arrestati a Civitanova: si tratta di Zubair Shah, 37 anni, e Sher Ghani, 57. A loro verrebbe contestato di aver favorito l’ingresso illecito in Italia di cittadini pakistani e afghani. Attività, questa, che all’organizzazione fruttava 6-7mila euro per ogni persona che riuscivano a far entrare in Italia. Denaro che poi veniva utilizzato per acquistare armi per compiere attentati in Pakistan. Fra gli arrestati ci sono i presunti autori di numerosi atti sanguinari e di terrorismo e sabotaggio in Pakistan, compresa la strage al mercato di Peshawat, Meena Bazar dell’ottobre del 2009 in cui vennero uccise più di cento persone. Dalle indagini della Digos (ha operato la polizia di Cagliari) emerge che due componenti del gruppo hanno fatto parte della rete di fiancheggiatori che in Pakistan proteggevano Osama Bin Laden. In una intercettazione si sente uno dei sodali chiedere ad una sorella del terrorista saudita ucciso nel 2011. La donna gli risponde: “Sta bene, sta dormendo”. Inoltre da altre intercettazioni emerge che 4 ore prima che ne desse notizia la tv Al Jazeera, alcuni appartenenti del network sapevano di un messaggio che avrebbe fatto comparire Al Qaeda. Fatti questi che confermavano i rapporti con l’organizzazione terroristica.

Le ordinanze di custodia sono a carico di appartenenti ad “un’organizzazione dedita ad attività criminali transnazionali, che si ispirava ad Al Qaeda e alle altre formazioni di matrice radicale sposando la lotta armata contro l’Occidente e il progetto di insurrezione contro l’attuale governo in Pakistan”. Avevano a disposizione armi in abbondanza e numerosi fedeli disposti a compiere atti di terrorismo in Pakistan ed Afghanistan, per poi rientrare in Italia. “Abbiamo prova di numerosi invii di persone che con 10-20-30 mila euro sono andati in Pakistan con incarico di versare il denaro alle organizzazioni cugine” ha detto il procuratore di Cagliari Mauro Mura. Denaro che proveniva dagli ingressi illeciti di cittadini stranieri. E, come detto, è qui che avrebbero avuto parte i due pakistani arrestati a Civitanova. Il procuratore Mura ha spiegato come l’Imam di Bergamo Hafiz Muahannad Zulkifal, 43 anni, arrestato oggi, si occupasse di reperire fondi sia in Sardegna, che nel Lazio che nelle Marche, a Civitanova. Uno degli arrestati che vivevano a Civitanova, il 57enne Ghani, è emerso essere in contatto con Faqir Ghani, il pakistano che viveva a Civitanova e che venne espulso a gennaio per via di alcune frasi apparse su Facebook (l’uomo non risulta coinvolto nell’indagine della procura di Cagliari).

In base alle indagini, anche nel nostro Paese erano pronti attentati. Uno era destinato alla città del Vaticano, forse diretto a Papa Benedetto XVI. Ne sarebbe prova anche la presenza in Italia di un kamikaze. L’episodio risale al 2010. Attentati che, ha spiegato il procuratore Mura, probabilmente sono stati sventati grazie ad attività di polizia che li hanno prevenuti.

I terroristi avevano base operativa a Olbia e la cellula era coordinata da un pakistano, Sultan Wali Khan, 39 anni, imprenditore nel settore delle costruzioni con interessi tra Olbia e Alghero, che oggi è stato arrestato. Per i 18 indagati, le accuse, a vario titolo, sono di strage, associazione a delinquere con finalità di terrorismo e di immigrazione clandestina con soggiorno e permanenza sul territorio nazionale di cittadini pakistani e afghani. In manette oltre ai due pakistani presi a Civitanova, all’imam di Bergamo e a Sultan Wali Khan, sono finiti Imitias Khan, 40 anni, Niaz Mir, di 41, e Siddique Muhammad, 37, (tutti pakistani rintracciati a Olbia), Yahya Khan Ridi, afghano, 37enne, arrestato a Foggia, Haq Zaher Ui, 52, preso a Sora (Frosinone). Sono ricercate altre nove persone.



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