Unimc diventa un vino
Arrivano i gadget dell’ateneo
MACERATA - L'Università svela i prodotti che porteranno il suo logo e invita le aziende locali a collaborare con nuove idee. Il progetto nasce per sviluppare il brand e organizzare le realtà del territorio. L'ambizione è creare una strategia di gestione coordinata che parta dall'umanesimo che innova
di Marco Ribechi
Da oggi anche gli studenti di Macerata potranno indossare la maglia della loro università come siamo abituati a vedere in ogni film americano. L’ateneo di Macerata si rinnova e decide di farlo con una strategia di marketing che mira a promuovere la città e tutto il territorio tramite un brand che già esprime eccellenza e qualità, quello di Unimc. Il logo sarà presente su tanti prodotti nati nel territorio che utilizzeranno la visibilità dell’ateneo per aumentare l’appeal dei loro prodotti. La sfida è stata affidata a PlayMarche srl, uno spin off dell’Università stessa nato un anno fa per competere nel mercato globale dell’economia della conoscenza. L’umanesimo che innova è quindi pronto ad internazionalizzarsi sempre più, prendendo ispirazione dai campus anglosassoni attivi sul lato commerciale da svariate decine di anni.
«Vogliamo rendere più conosciuto e visibile il brand Università di Macerata – spiega il rettore Luigi Lacchè – Come per una normale azienda la visibilità del nome e la comunicazione sono molto importanti. Così l’Università si presenterà al mondo anche con prodotti di uso quotidiano, che possono essere acquistati dagli studenti e mostrati nelle loro città di appartenenza, siano essi italiani o stranieri. Allo stesso tempo vogliamo però sottolineare la presenza dell’Università sul territorio quindi abbiamo attivato delle collaborazioni con varie realtà del maceratese che possono trarre giovamento dal matrimonio con l’ateneo». Nascono quindi i vini Unimc, Rosso Piceno, Verdicchio di Matelica affidati alla cooperativa Belisario, la più grande azienda vinicola della provincia. «Il vino sarà senza dubbio un prodotto di punta del progetto. Gli studenti possono comprarlo ad esempio per una laurea, o portarlo a casa per farlo provare alle famiglie – spiega Michele Spagnuolo, amministratore delegato PalyMarche srl – Quale prodotto può raccontare il territorio in maniera migliore?».
«Per ora abbiamo studiato 4 linee di prodotti – continua Michele Spagnuolo – Cult, ovvero la collezione classica, con il logo dell’Università, Collezione, cioè delle linee stagionali, come ad esempio la maglia commemorativa per il 725° ano di fondazione. Poi c’è la linea Celebrity di cui fanno parte il video e delle stampe realizzate dalla Galleria Ferretti con la collaborazione dell’artista Loris Paolucci, e infine On Demand, cioè tutta una serie di prodotti realizzabili su commissione. Per il futuro stiamo studiando la linea Vintage, cioè che richiama le vecchie divise scolastiche, e Etica per cui cercheremo la collaborazione di cooperative sociali». L’ateneo quindi sempre più partecipe della vita e dell’economia del territorio come è giusto che sia dopo tanti secoli di sviluppo glorioso. «L’internazionalizzazione dell’Università è il volano per dare visibilità a tutto il territorio e alle produzioni locali – spiega Mauro Giustozzi, direttore generale di Unimc – E’ molto importante che le aziende e i cittadini lo capiscano per sviluppare la rete e sempre maggiori collaborazioni. Siamo aperti a nuove proposte perchè l’ateneo diventi realmente il tratto identificativo della conoscenza e produttività di tutta la provincia».
Il progetto ambisce a svilupparsi come una Dmo – Destination management organization – cioè una strategia di gestione coordinata di tutti gli elementi che compongono una destinazione (Macerata e provincia). Essa richiede un approccio determinante per collegare tutte le entità, talvolta molto distanti tra loro, al fine di garantire una migliore gestione della destinazione. Attualmente solo pochissime realtà italiane (in ritardo di almeno un decennio) sono dotate di questo sistema di sviluppo turistico, tra queste il Trentino e la Toscana che infatti a livello turistico fanno numeri infinitamente più grandi delle Marche. «L’esigenza è evidente – conclude Alessio Cavicchi docente del Dipartimento di formazione, beni culturali e turismo – E’ necessario organizzare dei servizi e dei prodotti turistici per agire in maniera organizzata e sviluppare una rete di collaborazioni. Dal momento che l’Università è uno dei poli attrattivi della città utilizzarla per aiutare le produzioni, ma anche per il turismo, la ricettività ecc. rappresenta una scelta da sostenere e sviluppare con sempre maggiori collaborazioni». Inizialmente i gadgets saranno in vendita alla libreria Del Monte e al bar Pathos. Inoltre saranno allestiti stand per i momenti speciali dell’Università come la giornata del laureato, presto arriverà anche un punto vendita stabile. Ogni prodotto è anche acquistabile on- line al sito www.playmarchesrl.com









