Crisi dei Media, Marche a rischio emarginazione
Tagli delle redazioni e calo occupazionale nel sistema dell’informazione al centro dei lavori dell’assemblea dei Sindacato giornalisti marchigiani. Presente il segretario generale della Federazione nazionale della stampa, Raffaele Lorusso. Cronache Maceratesi unica testata online ad aver creato occupazione
di Alessandro Feliziani
Un patto intergenerazionale tra colleghi pensionati, giornalisti in attività e giovani precari affinché questi ultimi possano trovare al più presto una loro stabile collocazione nel sistema dei media. E’ uno dei punti programmatici che il neo segretario nazionale della Federazione nazionale della stampa, Raffaele Lorusso, ha presentato oggi a Camerano, dove è intervenuto all’annuale assemblea del Sindacato giornalisti marchigiani. Nel suo intervento, Lorusso ha tracciato un bilancio a tinte piuttosto fosche della situazione occupazionale nel settore dell’informazione. Negli ultimi sei anni il mercato dei media ha subito una contrazione del 17% e – complice una legislazione alquanto “permissiva” – questo ha spinto gli editori a un uso spesso disinvolto dei tagli occupazionali.
Parte delle colpe di un sistema che vede i media tradizionali in picchiata nelle copie vendute e negli ascolti è rappresentato – secondo il segretario della FNSI – dal complesso della rete internet ed in particolare dai grandi motori di ricerca che, ai fini dei loro business, sfruttano senza pagare un centesimo molta parte del lavori degli operatori dei media. Nel fornire anche alcuni dati, Lorusso ha portato l’esempio del più noto e diffuso motore di ricerca americano che dal solo mercato italiano ricaverebbe ogni anno circa un miliardo e 200 milioni di euro, una somma ben superiore a quella degli introiti di tutto il sistema della stampa. A questo proposito la FNSI sta per chiedere al Governo l’istituzione di un “tavolo tecnico” per introdurre una legislazione che consenta di tassare i ricavi dei motori di ricerca e, attraverso la fiscalità, ridare ossigeno al sistema dei media italiani.
Nel corso dell’assemblea del Sigim si è parlato ovviamente della situazione dei media nelle Marche, una regione priva di propri grandi editori ed anche per questo considerata sempre più marginale nel sistema dell’informazione. Un aspetto che ha dato spunto anche per parlare della vertenza Il Messaggero, il cui editore – oltre a voler ridurre di altre 35 unità l’organico dei giornalisti – è intenzionato a chiudere le redazioni di Pesaro e Ascoli Piceno, così come qualche anno fa avvenuto per Macerata e San Benedetto del Tronto.
Il segretario regionale del sindacato, Giovanni Rossi, ha riferito del sistematico calo che anno dopo anno, dal 2006 ad oggi, si è registrato nelle Marche nel numero complessivo di redattori ordinari tra tutti i media tradizionali. Tra le poche eccezioni, Rossi ha portato ad esempio proprio Cronache Maceratesi, unica testata informativa online delle Marche ad aver assunto giornalisti a tempo indeterminato con la piena applicazione del relativo contratto nazionale.

