I casalinghi di lusso vendono meno,
cassa integrazione alla Fratelli Guzzini

RECANATI - L'azienda leader nel settore del design ha fatto ricorso all'ammortizzatore sociale per 9 settimane per i 140 dipendenti. Claudio Paoletto della Cisl tranquillizza: "Si tratta solo di una misura provvisoria, non si vuole licenziare nessuno"

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cassa integrazione soldidi Marco Ribechi

Cassa integrazione ordinaria per tutti i 140 dipendenti della ditta Fratelli Guzzini di Recanati. L’azienda, che si occupa di prodotti di design per la casa, ha deciso il ricorso all’ammortizzatore per 9 settimane per fronteggiare la riduzione delle vendite. «La cassa integrazione in questo momento non rappresenta niente di allarmante – spiega Claudio Paoletto della Cisl – Sarà applicata a tutti i dipendenti assicurando però un minimo di 3 giorni lavorativi. Questo significa che nessuno resterà a casa a lungo, semplicemente è una misura necessaria per fronteggiare la diminuzione del lavoro e del fatturato». I dipendenti sembrano aver accettato la situazione senza creare tensioni perchè conoscono le difficoltà del momento e hanno già affrontato il problema altre volte, anche se da 7 mesi non era stata più richiesta la misura economica straordinaria. «La Fratelli Guzzini sta lavorando su più fronti per differenziare e internazionalizzare i prodotti offerti – continua Paoletto – C’è in ballo un grande progetto con le promozioni, ad esempio nei supermercati e in altre realtà simili. Quando si riuscirà a sbloccare questo ambito si spera che il fatturato crescerà notevolmente. Inoltre sarà molto importante guardare ai mercati esteri perchè in Italia la recessione ha drasticamente ridotto le vendite». Per l’azienda sarà fondamentale internazionalizzare sempre di più il prodotto e ritagliarlo sugli standard di altre realtà culturali e di consumo. La differenziazione delle abitudini nei diversi paesi rende infatti necessario adattare gli oggetti ai differenti usi che se ne potrebbero fare. «Il problema è complesso ma non esiste minimamente la volontà di operare dei licenziamenti o dei tagli – conclude Paoletto – al contrario l’azienda vuole investire per rilanciarsi. La cassa integrazione è stata chiesta per due mesi e a maggio tireremo le somme per valutare gli sviluppi della vicenda. Nessuno ha la palla di vetro ma per ora la situazione è distesa e tranquilla. Si tratta di una misura cautelativa che non comporterà troppe conseguenze ai lavoratori poichè accompagnata da molte garanzie».


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