“Dammi i soldi o ti sfascio di botte”
Minacce all’avvocato Camiciola
PORTO RECANATI - Un croato di 46 anni è stato condannato a 20 giorni per tentato esercizio arbitrario delle proprie ragioni, vittima il legale che assisteva una società che aveva dato in appalto delle opere
Pretende il pagamento per alcuni lavori svolti in un cantiere e per ottenere i soldi minaccia un avvocato: oggi l’uomo è stato condannato a 20 giorni al tribunale di Macerata. Vittima delle minacce l’avvocato portorecanatese Massimo Camiciola legale della società proprietaria di un’area a Numana. La ditta assistita dal legale aveva commissionato dei lavori a una azienda che a sua volta li aveva subappaltati ad una ditta di cui era dipendente un croato di 46 anni, Vlado Rajcic. L’uomo, secondo l’accusa, si lamentava del fatto che la sua azienda non gli aveva pagato i lavori che aveva eseguito nel cantiere dell’ex albergo Santa Cristiana. Per riottenere quel denaro l’uomo se l’era presa anche con il legale della società, l’avvocato Camiciola, al quale, il 30 luglio del 2012, a Porto Recanati, avrebbe detto una cosa come: «Ti avevo avvertito e non hai fatto niente per risolvere il mio problema di credito. Entro domani mi devi dare i soldi in quanto diversamente ti sfascio di botte». Al processo l’accusa era sostenuta dal pm Stefano Lanari. Parte civile l’avvocato Camiciola, assistito dal legale Rita Sisti. L’imputato, accusato di aver tentato di esercitare le proprie ragioni in maniera arbitraria, era difeso dagli avvocati Giovanni Lanciotti e Marco Tomassini.
(Gian. Gin.)
