Fallimento King, sei arresti:
c’è anche un ragioniere di Macerata
INDAGINE - In manette Francesco Coloccini, che era il consulente di riferimento della società. Ora è ai domiciliari. Secondo le fiamme gialle di Pesaro avrebbe fornito indicazioni utili agli amministratori a modificare la contabilità
Fallimento della società King srl, sei ordinanze di custodia cautelare a carico di cinque amministratori (alcuni di diritto, altri di fatto) e per il consulente contabile di riferimento dell’azienda, il maceratese Francesco Coloccini, ragioniere che ha lo studio a Recanati (è ai domiciliari). L’azienda metalmeccanica di Fano, specializzata nella componentistica navale, aveva cessato all’improvviso la propria attività. Lasciando diversi dipendenti senza lavoro. Sulla King la procura di Pesaro ha avviato indagini, condotte dalla Guardia di finanza, dopo la denuncia presentata da rappresentanti sindacali che lamentavano ritardi nei pagamenti dei dipendenti e che indicavano una gestione non trasparente della proprietà.
Gli accertamenti delle fiamme gialle hanno permesso di smantellare un’associazione per delinquere finalizzata, in particolare, alla distrazione del patrimonio della King srl, fallita nel settembre 2014, ai danni dei creditori dell’azienda. Per farlo, secondo gli investigatori, sarebbero stati fatti prelievi consistenti e ripetuti di denaro dai conti della società senza apparente giustificazione commerciale o attraverso il drenaggio di risorse finanziarie in favore di una società immobiliare proprietaria di diversi immobili nella disponibilità di tre delle sei persone colpite dalla misura cautelare. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati beni immobili per un milione di euro.
Nell’indagine è rientrato anche il maceratese Francesco Coloccini, ragioniere che era il contabile di riferimento della società. Gli viene contestata la bancarotta in concorso. Secondo le fiamme gialle di Pesaro (ha operato il Nucleo di polizia tributaria) avrebbe fornito indicazioni utili agli amministratori a modificare la contabilità della società per far sparire un credito di 550mila euro che l’azienda vantava verso un’altra che era nata per sostituire la King. L’obiettivo, secondo gli investigatori, era evitare che il curatore fallimentare scoprisse l’esistenza di quel denaro e cercasse di recuperare i soldi per destinarli ai creditori. Le misure cautelari sono state emesse nei confronti di Massimo Dellasanta, 57 anni, di Fano, della moglie Paola Vicinanza, 48, di Napoli, di Alberto Rosichini, 59, romano, di Gaetano Di Carlo, 56, romano (per questi 4 la procura ha adottato la misura cautelare in carcere). Per Coloccini, e Francesco Giorgio, 25 anni, napoletano, sono stati disposti gli arresti domiciliari.
(Gian. Gin.)
