Colmurano espone le cartoline
sulla Grande Guerra

La mostra allestita nella suggestiva cornice della chiesetta dedicata ai santi Pietro e Paullo

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Prof. Alberto Pellegrino, al centro

Prof. Alberto Pellegrino, al centro

di Walter Cortella

Da qualche giorno il piccolo Museo dell’Illustrazione di Colmurano, dedicato a Renzo Contratti Ventura, uno dei più valenti artisti grafici del primo ’900, ospita un’interessante mostra di cartoline,stampate nel periodo compreso all’incirca tra il 1915 e il 1918. La mostra «L’immagine dei bambini nella propaganda della Grande Guerra», inaugurata sabato scorso alla presenza del sindaco Ornella Formica e di autorità e parlamentari della nostra provincia, è stata curata dal prof. Alberto Pellegrino, attento studioso di fenomeni sociali del nostro tempo e instancabile pubblicista di teatro, storia, arte, costume e quant’altro. Essa si inserisce nel più ampio quadro delle iniziative promosse sul nostro territorio da varie istituzioni, con il coordinamento della locale Prefettura, per celebrare i cento anni dall’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale. Le cartoline esposte a Colmurano hanno per oggetto esclusivamente i bambini e costituiscono una piccolissima parte della immensa collezione privata del settempedano Adolfo Ciamarra, ricca di circa trentamila «pezzi», tutti di grande valore storico. Perché proprio il bambino al centro di un evento terribile come la guerra? Lo spiega il prof. Pellegrino nella  introduzione dell’elegante e ricco catalogo, edito dal “Centro Studi Gabriele Galantara” di Montelupone: «Perché la società di massa, che comincia ad affermarsi ai primi anni del ’900, tende al coinvolgimento del bambino sul piano del mercato e dei consumi, delle ideologie e della formazione dell’opinione pubblica. Questo fenomeno risulta particolarmente evidente nel corso della Grande Guerra, quando si registra il massimo impegno dei mass media per incidere in tutti i modi sull’opinione pubblica nazionale e internazionale, per orientarla a favore delle scelte fatte dallo Stato italiano».

Fabio Santilli, al centro

Fabio Santilli, al centro

Prima dell’avvento del telefono e,in tempi più recenti, dell’informatica, la cartolina ha rappresentato per un lungo periodo della nostra storia e per una larga fascia della popolazione il solo mezzo per intrattenere e coltivare rapporti epistolari con persone lontane. Essa presentava il grosso vantaggio di essere relativamente economica, di far ricorso aformule più o meno standardizzate e quindi poco impegnative per inviare un saluto o per esternare un breve pensiero ed era accessibile anche a persone di modesta cultura. Da non dimenticare che i nostri soldati richiamati in quell’epoca alle armi erano quasi del tutto analfabeti, provenendo in prevalenza dal ceto meno abbiente e dal mondo agricolo e che da sempre la corrispondenza ha rappresentato per i giovani militari il solo filo che potesse tenerli legati alla famiglia, alla fidanzatina e agli amici lontani. La letteratura e la cinematografia sonoricche di immagini di soldati che conservavano gelosamente le lettere provenienti da casa. Quindi la cartolina postale divenne durante il primo conflitto mondiale un formidabile strumento per esercitare un’influenza positiva sul soldato, rafforzandone la psicologia e le motivazioni di combattente, attraverso l’esaltazione del valore e dell’eroismo. In quest’ottica, l’immagine di bambini e bambine diventa un elemento di grande efficacia per sdrammatizzare il volto tragico della guerra e consolidare nel soldato lo spirito di resistenza al nemico e all’idea stessa di guerra e alle sue immani sofferenze. La tenera immagine di un bambino servì inoltre ad esaltare nei nostri militari il sentimento patriottico.

Adolfo Ciamarra (1° a sin.)

Adolfo Ciamarra (1° a sin.)

E ancora oggi, a distanza di un secolo, quei dolci visi infantili, quegli sguardi innocenti di inconsapevoli “attori” destano grande tenerezza nel visitatore della mostra. Le cartoline esposte a Colmurano fanno parte di una delle raccolte “a tema” più ricche e storicamente più importanti del nostro Paese. Per renderne più agevole la fruizione da parte del pubblico, sono state suddivise in cinque sezioni, ciascuna dedicata ad una tematicaparticolare. Si va dalle cartoline dei bambini-soldato a quelle dei prestiti nazionali per la raccolta fondi, da quelle dei vari comitati di assistenza a quelle del fronte interno e, infine, a quelle a soggetto religioso. Nel selezionare i “pezzi” da esporre, sono state privilegiate le opere di importanti autori nazionali, da Attilio Mussino a Filiberto Scarpelli, da Adelina Zandrino a Elena Cenni e Paola Bologna. È presente anche il pittore e disegnatore umoristico Cesare Giri, in arte Giris, nativo di San Severino. Completa la mostra una sezione dedicata ai manifesti che riprendono i temi e le immagini delle cartoline, provenienti dalla Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma. Il materiale è esposto con grande cura e nel rispetto di criteri che lo rendono agevolmente fruibile da parte dei visitatori.

La mostra rimarrà aperta fino al 13 settembre nella chiesetta dedicata ai santi Pietro e Paullo. Per visitarla è necessario telefonare al Comune di Colmurano, nell’orario d’ufficio, allo 0733/508287.

(Foto di Rosita Seri)

Catalogo della mostra

Catalogo della mostra

 


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