Mail da siti d’incontri, Sparvoli:
“Non c’entro, voglio la verità”

MATELICA - L'ex sindaco non ci sta: "Io sono pulito e andrò fino in fondo a questa vicenda. Non mi piace questo modo di fare politica"

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Il consigliere Paolo Sparvoli

Il consigliere Paolo Sparvoli

di Monia Orazi

“Io non c’entro nulla con la questione delle mail sul pc del sindaco e adesso voglio la verità”, così Paolo Sparvoli, consigliere comunale di Nuovo Progetto Matelica ed ex sindaco, interviene sull’interrogazione di Pietro De Leo, discussa lunedì sera in consiglio comunale (leggi l’articolo), da cui si è appreso che il sindaco Alessandro Delpriori ha presentato denuncia alla polizia postale per garantire la messa in sicurezza del sistema informatico comunale. Sparvoli, chiedendo di parlare in consiglio, ha annunciato che anche lui avrebbe presentato denuncia. “Sulla vicenda riguardante una serie di mail arrivate sulla casella di posta elettronica del sindaco  provenienti da un sito di incontri belga, visto che  sono stato chiamato in causa direttamente nel corso dell’ultimo consiglio comunale credo sia giusto per me spiegare la situazione”, scrive Sparvoli in una nota. L’ex sindaco ricorda quanto detto in consiglio: “Al momento è stato fatto un esposto alla polizia postale da parte del primo cittadino Alessandro Delpriori che ha reso noto dettagli particolari come la registrazione al sito, effettuata nel 2012 con un nickname personale, dichiarando, inoltre, come non venisse utilizzato il computer del sindaco, ma solo la casella e-mail a cui arrivavano messaggi con richieste di incontri e raccontavano scambi con donne che cercavano incontri con uomini di età compresa tra i 50 e 60 anni. Alla fine della mail c’era scritto “hai ricevuto questa notifica perché hai aperto un profilo come Paolo” e tra parentesi la mail del sindaco del Comune. Il profilo è già stato chiuso dalla polizia postale”. Sparvoli sottolinea che ha usato di rado il pc e come nel suo ufficio potessero entrare altre persone: “Ci tengo a sottolineare che il pc del Comune è stato utilizzato veramente poco da me. Ogni volta che arrivava qualche e-mail ero costretto a chiamare il tecnico del Comune. Mi cambiavano la password ogni quattro o cinque mesi, vista la mia ignoranza in materia informatica, lo ammetto, perché non sono abituato a questi sistemi elettronici. Il mio pc veniva utilizzato da molti e la password era visibile a tutti, perché posta sopra al mobiletto del computer. Il mio ufficio non è mai stato chiuso e quando lo rimaneva, le chiavi le lasciavo a disposizione di tutti presso l’ufficio della segreteria”. L’ex sindaco si sente profondamente attaccato a livello personale, per una vicenda a cui lui è estraneo: “Tutte queste barzellette a me non servono e non mi toccano. Sinceramente mi sono stancato di questo modo di fare politica, che si commenta da solo e che è fatto solo di attacchi personali; gli attuali amministratori non stanno pensando minimamente al bene di questa città. Io sono pulito e adesso andrò fino in fondo a questa questione, visto che sono stato chiamato in causa tra i sorrisetti del sindaco, nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Nei prossimi giorni andrò dalla polizia postale però questa volta vediamo se tutto è a posto. Su questa vicenda ci si è giocato abbastanza, ma adesso giochiamo fino in fondo. Anche io devo tutelare la mia onorabilità e la mia persona e non permetto a nessuno di fare anche solo delle insinuazioni nei miei confronti che non corrispondono a verità”, conclude nella nota.


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