“La Traviata degli specchi”
all’opera di Firenze
ma non è quella di Macerata
Continua a mietere successi l'adattamento proposto dalla fondazione Pergolesi Spontini ma nessun riferimento alla versione originale tenuta a battesimo allo Sferisterio nel 1992
di Claudio Ricci
Un’ interminabile scia di successi sta accompagnando la “Traviata degli Specchi” in giro per i teatri di tutto il mondo. Gli echi degli ultimi applausi arrivano dal teatro Verdi di Trieste ( e ancora prima dal Filarmonico di Verona), dove l’allestimento, messo in scena per la prima volta allo Sferisterio di Macerata, sarà in programma fino a domani mercoledì 1 aprile. Da qui si sposterà all’opera di Firenze per 5 repliche che dureranno fino a mercoledì prossimo. Risonanza nazionale per l’opera promossa anche all’interno di “Io donna”, inserto settimanale del Corriere della Sera che annuncia lo spettacolo all’Opera di Firenze sotto la direzione musicale di Zubin Mehta. Una buona pubblicità, si dirà, per l’opera maceratese che nel 1992 ebbe la fortuna e l’onore di tenere a battesimo la felice creazione di Josef Svoboda, fregiata nello stesso anno del premio Abbiati. Un vero peccato però che né il giornale, né il sito dell’opera di Firenze facciano alcun riferimento a Macerata e alla prima messa in scena allo Sferisterio, quella per appunto che rese l’allestimento così celebre e ormai tanto richiesto. Il fatto è che l’allestimento che sta facendo il giro dei maggiori teatri d’Italia non è quello originale del maestro ceco ma una riduzione ricreata all’interno dei laboratori del teatro Pergolesi di Jesi. Oggi nello specchio della Traviata, diretta dall’intramontabile Henning Brockhaus, si specchia solo la fondazione Pergolesi – Spontini che nel 2009 ha proposto nel teatro di Jesi una versione in scala ridotta della scenografia di Svoboda.

La Traviata degli Specchi di Josef Svoboda nell’ultima rappresentazione allo Sferisterio di Macerata del 2014
All’epoca furono proprio i laboratori di Jesi, con la riduzione dell’ allestimento scenico a cura del maceratese Benito Leonori, a ricostruire l’enorme pannello di specchi che è la caratteristica distintiva della scenografia. Dopo il primo spettacolo del 23 ottobre di 6 anni fa l’allestimento in scala ridotta iniziò la sua tournèe in giro per il mondo.
La prima tappa fuori regione della Traviata degli specchi in versione compatta fu quella di aprile e maggio 2010 al teatro San Carlo di Napoli giungendo nel maggio del 2014 anche alla Victorian Opera di Melbourne. Da lì ha preso il via la fama, che ha reso la copia più richiesta dell’originale obiettivamente troppo grande per adattarsi anche ai teatri al chiuso.

