Truffa sulle casse da morto,
in tre sotto accusa
POLLENZA - Oggi si è aperto il processo, gli imputati avrebbero acquistato 92 bare pagando con assegni che non potevano essere riscossi dal titolare
Truffa sulle casse da morto, sotto accusa al tribunale di Macerata tre ascolani che avrebbero acquistato 92 cofani funebri da una azienda di Pollenza pagando con assegni che erano risultati appartenere ad un’altra persona che aveva denunciato di averli smarriti.
Sono 92 bare l’oggetto al centro di un processo che si è aperto oggi davanti al giudice Vittoria Lupi. Articoli magari un po’ macabri, ma di sicuro valore. Tanto da spingere tre persone, secondo quanto sostiene l’accusa (pm Rocco Dragonetti) ad orchestrare una truffa attraverso assegni che vennero protestati. Mario Angelosante, 50 anni, Roberto Sciamanna, 49, Domenico Pallotta, 48, tutti di Ascoli, sono i tre imputati al processo. Angelosante e Sciamanna in qualità di titolari della ditta Superzinco sas, Pallotta come titolare di fatto della ditta Stefo. Secondo l’accusa si sarebbero presentati all’azienda Gustavo Pelagalli srl di Pollenza, che produce cofani funebri, e tra il settembre e l’ottobre del 2012 avrebbero acquistato le bare. La prima volta pagando con un assegno incassato senza problemi dal titolare. Le volte successive acquistando via via quantitativi sempre maggiori, sino a 92 pezzi per 27mila euro, pagando con 4 assegni postdatati. Ma quegli assegni, dice l’accusa, risultavano essere di proprietà di un’altra persona che aveva denunciato di averli smarriti. Assegni che risultarono essere non incassabili. Da qui l’accusa di truffa. I tre imputati sono anche accusati di ricettazione per aver ricevuto o acquistato il carnet di assegni.