Ripascimento, la Dicearco
chiede al Comune
800mila euro di risarcimento danni
PORTO RECANATI - La ditta di Messina, incaricata dell'opera al Lido delle Nazioni chiede all'ente il risarcimento per fermo del cantiere, danni di immagine e lavori non eseguiti dopo che il Comune ha rescisso il contratto di appalto lo scorso 26 gennaio. Il sindaco Montali: "Nulla di nuovo. Andiamo avanti per incassare i 450mila euro della fidejussione"
di Alessandro Trevisani
La Dicearco Srl di Messina, incaricata del ripascimento al Lido delle Nazioni, fa causa al Comune di Porto Recanati, che lo scorso 26 gennaio ha rescisso il contratto con la ditta accusandola di gravi inadempienze. I siciliani, che l’11 giugno 2014 firmarono con riserva l’accordo, chiedono 800mila euro di danni: 315mila per il fermo del cantiere e 502mila tra danni di immagine, costi sopportati e risarcimenti per lavori non eseguiti. La società accusa l’ente di averle impedito di lavorare al ripascimento previsto per 198mila metri cubi su 400 metri di costa, dal confine con Porto Potenza in direzione nord: un tratto flagellato da rovinose mareggiate che l’anno scorso hanno colpito lo chalet Mauro e demolito lo chalet Masaya.
«Avremmo commesso un grave errore ad eseguire il progetto così com’era – argomenta l’ingegner Salvatore La Galia per Dicearco – perché ci imponevano di lavorare sopra terreni in concessione a privati che non erano segnalati nelle carte». Ma alle difficoltà logistiche già note si è aggiunto dell’altro. «Lo scorso ottobre le analisi dell’Arpam hanno rilevato che il materiale di cava che ci veniva richiesto non era conforme a quello della spiaggia – dice La Galia – ed è curioso che dopo il 20 gennaio, quando la Regione ha approvato la variante al Piano Costa, che ha sbloccato l’utilizzo degli scogli per difendere quel tratto, invece di attivarsi per approfittare della cosa e modificare il progetto hanno deciso di rescindere il contratto. Lo stesso responsabile del procedimento, (il direttore dei Lavori Pubblici del Comune, Daniele Re ndr), ha invitato più volte la direzione dei lavori ad eseguire un rilievo preciso dello stato dei luoghi. Ma nessuno ha fatto nulla».
Dal canto suo il sindaco Sabrina Montali spiega di non aver ancora letto il ricorso, depositato lo scorso giovedì nel tribunale di Macerata, ma di non aspettarsi grandi novità: «Le obiezioni sui materiali e le proprietà private ci sono state mosse in alcuni documenti già presentati dalla ditta. Ogni cosa ci appariva chiarita e discussa. Evidentemente non è stato così per la Dicearco. Noi andremo avanti nel tentativo di incassare i 450mila euro versati dall’appaltante come fidejussione». È il terzo grosso contenzioso cui va incontro la Giunta Montali, dopo quello con Coneroblu Srl, per la bocciatura del progetto di resort 5 stelle al Burchio, e quello aperto con Khai Srl, cui fu negata l’autorizzazione per uno stabilimento di verniciatura di suole da scarpe a Santa Maria in Potenza. A difendere il Comune anche stavolta sarà l’avvocato Andrea Berti del Foro di Ancona.



Mbe sci c’è il pozzo di San patrizio…
Dato che ci stava poteva costruire in mezzo al mare sto scienziato