FdI-An: “Il 17 marzo diventi festa nazionale”

TOLENTINO - Raccolta firme in piazza Mauruzi perchè si riconosca il valore del giorno della proclamazione dell’Unità d’Italia. I consiglieri comunali Francesco Pio Colosi e Franco Feliziani chiedono anche l'attivazione della tariffa puntuale dei rifiuti
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Il consigliere comunale Francesco Pio Colosi e Giorgia Meloni

Il selfie del consigliere comunale di Tolentino Francesco Pio Colosi con Giorgia Meloni

di Marco Cencioni

Fare in modo che il 17 marzo, giorno della proclamazione dell’Unità d’Italia, venga riconosciuto come festa nazionale. Ma anche introdurre la tariffa puntuale per la raccolta dei rifiuti. Questi gli obiettivi della sezione tolentinate di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. Sabato 14 e domenica 15 marzo, dalle ore 17 alle 19 in piazza Mauruzi a Tolentino, gli esponenti di FdI – An istituiranno un banchetto per raccogliere le firme e distribuire il volantino con la proposta di legge, voluta «per ricordare e valorizzare i caratteri comuni della nostra storia nazionale» affermano i consiglieri comunali Francesco Pio Colosi e Franco Feliziani. Gli stessi, si dichiarano favorevoli all’introduzione della tariffa puntuale per la raccolta dei rifiuti. «FdI-An ritiene opportuno applicare quanto contenuto nel D.L. Ronchi del 1997 – si legge in una nota diffusa dalla sezione tolentinate – che persegue l’obiettivo dei rifiuti zero e che propone di abbassare i costi sostenuti dal Cosmari per la raccolta, prefiggendosi lo scopo della riduzione della quantità consegnata, con il conseguente aumento della percentuale del differenziato e di abbattere l’onere sostenuto dai cittadini. Nell’immediato, adeguando il sistema di raccolta che porti ad una riduzione delle spese sostenute dai comuni, nel futuro con la messa a regime della tariffa puntuale». Dopo aver suggerito «l’attuazione di alcuni passaggi intermedi che introducano tale tariffa, possibile con il microchip, creando una situazione di minore spesa per il cittadino», propongono «che se nell’immediato non si vuole far sostenere al cittadino la spesa per il microchip e non si vuol far misurare il quantitativo di indifferenziato, come previsto dal D.L. Ronchi, è sufficiente stimarne un quantitativo per famiglia (fra i 100 e i 200 kg.) e sottometterlo a tariffa, moltiplicandolo per un piccolo coefficiente centesimale, in attesa del controllo effettivo con il microchip. Si otterrà così lo stesso risultato dell’applicazione della tariffa puntuale, con conseguente abbattimento degli oneri per il cittadino rispetto a quelli attuali». Inoltre, gli esponenti della sezione tolentinate del partito affermano che «FdI – An non ha mai posto il problema dei termovalorizzatori, perché ininfluenti per le sue proposte. Attuandole, non c’è necessità di prevederli nel ciclo di smaltimento rifiuti, almeno quelli che lavorano grandi quantitativi di indifferenziato. Inoltre, dal lato economico, con queste quantità di materiali riciclati quella dell’indifferenziato diventa scarsa e, per la legge della domanda e dell’offerta, va pagata al fornitore: diviene quindi un ulteriore aggravio gestionale per l’impianto termovalorizzatore. Ciò però ha il pregio di trasformarsi in attivo per il Cosmari e per i suoi soci, che sono molti, i 325.896 cittadini della provincia di Macerata, rappresentati nella società dai loro sindaci. Per questi motivi, infatti, molte realtà amministrative si sono poste come unico obiettivo il raggiungimento di un’ alta soglia di materiali riciclati o riutilizzati, più che prevedere nuovi costosi impianti termovalorizzatori. A tutto questo, cosa più importante, il D.L. Ronchi troverà la sua completa attuazione: rifiuti zero. Questo perché – concludono i rappresentanti tolentinati di FdI-An – tutti i materiali raccolti, saranno classificati come materie prime utilizzabili in vari cicli industriali, che produrranno alla collettività più ricchezza, insieme ad un ambiente più sano, con in più un non trascurabile minor utilizzo di risorse naturali».



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